Clinica
Chirurgia
24/02/2026

Tiroidectomia nell'anziano: aumentano le complicanze rispetto ai pazienti più giovani

I pazienti anziani potrebbero avere un rischio maggiore di complicazioni e mortalità dopo la tiroidectomia suggerendo la necessità di una valutazione più attenta

tiroide medico

Una nuova metanalisi pubblicata su JAMA Otolaryngology – Head & Neck Surgery fornisce dati quantitativi su un tema rilevante per la pratica quotidiana di endocrinologi e chirurghi tiroidei: i pazienti anziani (≥65 anni) sottoposti a tiroidectomia presentano un rischio significativamente più elevato di lesione del nervo laringeo ricorrente, ematoma postoperatorio e mortalità rispetto ai pazienti più giovani. Le complicanze rimangono rare in termini assoluti, ma le differenze relative sono clinicamente rilevanti e meritano di entrare sistematicamente nel counseling preoperatorio.

I ricercatori hanno identificato 3.192 studi sul tema, ma solo 11 soddisfacevano tutti i criteri definiti utili per l’analisi statistica. La qualità metodologica è stata valutata con lo strumento ROBINS-I; i dati sono stati aggregati con modelli a effetti random. I dati hanno così analizzato un totale di 427.886 pazienti, di cui 104.232 (24,4%) anziani.

I risultati mostrano che i pazienti anziani avevano odds significativamente più elevate di lesione del nervo laringeo ricorrente (2,3% vs 1,0%;), ematoma postoperatorio (2,4% vs 1,0%) e mortalità al follow-up (0,3% vs 0,01%) rispetto ai pazienti con meno di 65 anni. Non sono invece emerse differenze significative per ipocalcemia né per complicanze della ferita.

Gli autori sottolineano che, nonostante la significatività statistica, gli incrementi assoluti rimangono contenuti, e concludono che «la tiroidectomia è sicura nei pazienti anziani». Tuttavia, l'odds ratio per la mortalità, pur con intervalli di confidenza ampi, riflesso dell'elevata eterogeneità dei dati, è un dato che non può essere ignorato nella discussione preoperatoria con il paziente. Vale la pena notare che l'ipocalcemia, spesso considerata la complicanza più temuta nell'anziano per le implicazioni sulla gestione postoperatoria, non risulta significativamente più frequente in questa fascia d'età: un dato rassicurante, anche se merita una certa cautela interpretativa.

Per il chirurgo tiroideo e per l'endocrinologo che valuta l'indicazione operatoria, i dati supportano un approccio individualizzato: la tiroidectomia non deve essere negata a priori al paziente anziano, ma la pianificazione perioperatoria dovrebbe tenere conto del profilo di rischio specifico, con particolare attenzione al rischio emorragico e alla salvaguardia del nervo laringeo ricorrente. Il counseling preoperatorio dovrebbe riflettere le differenze di rischio documentate, quantificandole in modo trasparente per il paziente e i familiari.

Matteo Vian

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