La ridotta densità minerale ossea femorale nelle donne in postmenopausa potrebbe essere associata a un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Menopause e basato sui dati del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) raccolti tra il 2005 e il 2018.
Lo studio ha incluso 2.977 donne in postmenopausa. I ricercatori hanno valutato la densità minerale ossea in quattro siti femorali mediante assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA) e analizzato le associazioni tra densità ossea, fratture osteoporotiche e mortalità attraverso curve di Kaplan-Meier, analisi ROC e modelli di regressione multivariata di Cox.
Secondo i risultati, il rischio di mortalità aumentava significativamente in presenza di osteoporosi o di fratture osteoporotiche (P <0,001). Dopo aggiustamento per i principali fattori confondenti, l’osteoporosi risultava associata a un incremento del 47% del rischio di mortalità per tutte le cause (HR 1,47; IC95% 1,16-1,86).
Gli autori riportano inoltre una correlazione inversa tra densità minerale ossea femorale e mortalità: all’aumentare della densità ossea il rischio di morte diminuiva significativamente in tutti i siti analizzati (P <0,001).
L’analisi con spline cubiche ristrette ha evidenziato una relazione più marcata tra aumento della densità ossea e riduzione del rischio di mortalità in specifici intervalli di densità minerale ossea:
• 0,46-0,71 g/cm² per il femore totale;
• 0,33-0,54 g/cm² per il trocantere.
Secondo gli autori, la densità minerale ossea femorale e l’osteoporosi possono rappresentare “predittori indipendenti di mortalità per tutte le cause” nelle donne in postmenopausa e potrebbero contribuire alla stratificazione prognostica e alle decisioni cliniche in questa popolazione.
Lo studio sottolinea inoltre come la valutazione della densità ossea possa avere un valore che va oltre la sola previsione del rischio di frattura, fornendo informazioni utili anche sul rischio prognostico generale nelle donne dopo la menopausa.