Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine ha analizzato l’uso della semaglutide orale in un contesto di pratica clinica routinaria, evidenziando il profilo dei pazienti trattati, gli effetti su emoglobina glicata (HbA1c), peso corporeo (BW) e la tollerabilità del trattamento nei primi sei mesi.
Il farmaco, agonista del recettore del GLP-1 rappresenta una nuova opzione per chi ha difficoltà con le iniezioni, essendo disponibile in formulazione orale. Approvato dalla FDA nel 2019, dall’EMA nel 2020 e introdotto in Italia nel settembre 2021, la sua efficacia nel controllo glicemico, nella riduzione del peso corporeo e la sicurezza sono state confermate dai trial PIONEER.
Condotto in due centri universitari italiani, lo studio ha incluso 192 pazienti con diabete tipo 2, di cui 180 seguiti per almeno 6 mesi per verificarne l’impatto in un contesto reale. I dati raccolti provenivano da cartelle cliniche elettroniche METEDA, includendo parametri clinici, metabolici e complicanze micro- e macrovascolari.
Dopo 6 mesi, semaglutide orale ha migliorato controllo glicemico e peso corporeo, con benefici anche su fattori di rischio cardiovascolare.
Dopo 24 settimane, l’HbA1c si è ridotta in media dello 0,68% e il peso corporeo di 2,63 kg. Il 45% dei pazienti ha raggiunto valori di HbA1c <7%, mentre il 34% ha ottenuto una riduzione ponderale >5%. Il 22,5% ha centrato entrambi gli obiettivi. La risposta glicemica è stata più marcata nei pazienti con HbA1c basale elevata e nei soggetti con durata di malattia più breve.
Il 20,8% dei pazienti ha interrotto il trattamento, principalmente per effetti gastrointestinali, ma non sono stati riportati episodi di ipoglicemia severa.
Lo studio evidenzia che la semaglutide orale può migliorare significativamente il controllo glicemico e il peso corporeo anche in ambito clinico reale. Tuttavia, l’alta percentuale di interruzione precoce della terapia e gli effetti gastrointestinali, evidenziano la necessità di un attento counselling e monitoraggio medico.
I ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi per riuscire a migliorare l’aderenza e gestire attentamente gli effetti collaterali per ottimizzare i benefici della terapia.