Il 2025 si chiude con un verdetto netto sul mercato degli agonisti GLP-1: Eli Lilly archivia un esercizio record, Novo Nordisk annuncia il primo calo del fatturato da quasi un decennio e Pfizer si affaccia sulla scena con nuovi dati di fase clinica promettenti.
Eli Lilly evidenzia un utile netto di 20,64 miliardi di dollari (+94,9%) su ricavi netti saliti a 65,2 miliardi (+44,7%). Il driver principale è tirzepatide, doppio agonista GIP/GLP-1: Mounjaro, nell'indicazione per il diabete mellito di tipo 2, ha generato vendite per circa 23 miliardi (+99%), mentre Zepbound, nell'indicazione per la gestione cronica del peso, ha registrato un incremento del 175% a 13,5 miliardi. "Il 2025 è stato un anno importante per Lilly", ha dichiarato il presidente e Ceo David Ricks, sottolineando il potenziamento della capacità produttiva e le nuove intese con il governo federale statunitense per ampliare l'accesso terapeutico ai farmaci anti-obesità. Per l'esercizio 2026 il gruppo prevede ricavi netti compresi tra 80 e 83 miliardi e un utile per azione diluito tra 33,50 e 35 dollari.
Scenario opposto per Novo Nordisk, titolare della semaglutide, agonista selettivo del recettore GLP-1, nelle formulazioni per la gestione del peso (Wegovy) e per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 (Ozempic). Per l'esercizio 2026 la compagnia danese prevede una contrazione dei ricavi compresa tra il 5% e il 13% a tassi di cambio costanti: sarebbe il primo risultato negativo dal 2017, anno in cui l'azienda registrò lievi perdite a causa delle guerre di prezzo sull'insulina. Da allora, il portafoglio GLP-1 aveva sostenuto una crescita ininterrotta. La pressione attuale è duplice: da un lato l'erosione competitiva da parte di Lilly, dall'altro un accordo siglato con l'amministrazione Trump che prevede riduzioni tariffarie sul mercato statunitense. In una recente conference call, il Ceo Mike Doustdar ha definito la pressione sui prezzi "senza precedenti". Sul versante finanziario, il board ha approvato un programma di buyback fino a 15 miliardi di corone danesi (circa 2,4 miliardi di dollari). A complicare ulteriormente il quadro, il ricorso a escamotage regolatori da parte di farmacie compounding e produttori indipendenti negli Stati Uniti per l'immissione in commercio di formulazioni a basso costo dei principi attivi dimagranti.
Nel frattempo, un nuovo attore bussa alla porta del mercato degli anti-obesità. A seguito della controversa acquisizione di Metsera, conclusa a novembre, Pfizer ha comunicato nelle ultime ore dati positivi relativi a PF'3944, agonista GLP-1 iniettabile a emivita prolungata sviluppato dalla biotech acquisita. I risultati preliminari incoraggiano ulteriori sviluppi clinici e confermano che lo scenario competitivo nel segmento degli agonisti del recettore GLP-1 è destinato a farsi ancora più articolato.