Le persone con obesità presentano un rischio significativamente più elevato di sviluppare infezioni gravi, con un aumento del 70% della probabilità di ospedalizzazione o morte rispetto ai soggetti con peso nella norma. Nei casi di obesità severa il rischio risulta quasi triplo. È quanto emerge da un’analisi pubblicata su The Lancet, basata su oltre 540.000 partecipanti seguiti per una media di 13-14 anni.
Lo studio ha integrato dati provenienti da due ampie coorti prospettiche finlandesi e dal database UK Biobank. L’indice di massa corporea è stato rilevato all’inizio del follow-up e correlato, nel tempo, a 925 diverse malattie infettive di natura batterica, virale, fungina e parassitaria. Tra le patologie analizzate figurano influenza stagionale, Covid-19, polmonite, gastroenterite, infezioni delle basse vie respiratorie e infezioni del tratto urinario.
I risultati mostrano un incremento progressivo del rischio con l’aumentare del peso corporeo. Nei soggetti con BMI pari o superiore a 30 il rischio di ricovero o morte per qualsiasi infezione aumenta del 70% rispetto a chi presenta un BMI compreso tra 18,5 e 24,9. Nei casi con BMI ≥40 il rischio di esiti gravi è quasi tre volte superiore.
Attraverso una modellizzazione basata sui dati del Global Burden of Disease, gli autori stimano che nel 2023 circa 0,6 milioni dei 5,4 milioni di decessi per malattie infettive nel mondo possano essere attribuiti all’obesità, pari al 10,8% del totale. L’associazione non è risultata significativa per HIV e tubercolosi.
Secondo i ricercatori, l’obesità potrebbe contribuire a una compromissione della funzione immunitaria, con infiammazione sistemica cronica e alterazioni della risposta alle infezioni. Alla luce dell’aumento globale dei tassi di obesità, gli autori segnalano il rischio di un parallelo incremento dei ricoveri e dei decessi per infezioni.
I dati rafforzano l’attenzione clinica verso l’obesità come fattore di rischio trasversale, non solo per patologie croniche cardiovascolari e metaboliche, ma anche per esiti infettivi severi, con possibili ricadute sulla stratificazione del rischio e sulle strategie di prevenzione.