Una review pubblicata sul World Journal of Pediatrics evidenzia il divario tra l'utilizzo crescente di melatonina nella popolazione pediatrica e la limitata disponibilità di dati sulla sicurezza a lungo termine. Lo studio sottolinea significative preoccupazioni relative alla variabilità dei prodotti commerciali, all'incremento di intossicazioni accidentali e all'uso inappropriato al di fuori di contesti clinici controllati.
I disturbi del sonno in età pediatrica rappresentano una problematica in crescita con ripercussioni sulla regolazione emotiva, lo sviluppo cognitivo e la salute generale. La melatonina, percepita erroneamente come un integratore naturale innocuo, è in realtà un ormone con effetti sistemici che coinvolgono i ritmi circadiani, il sistema immunitario, il metabolismo e la funzione riproduttiva. Il suo utilizzo come supplemento da banco è aumentato drammaticamente nell'ultimo decennio, spesso senza adeguata supervisione medica e in assenza di evidenze robuste sulla sicurezza a lungo termine, particolarmente nelle fasce d'età più giovani.
Ricercatori del Boston Children's Hospital hanno condotto una revisione narrativa della letteratura scientifica sull'uso di melatonina in bambini e adolescenti, analizzando l'efficacia clinica, il profilo di sicurezza e i pattern di utilizzo nella pratica reale.
L'efficacia della melatonina è ben documentata in popolazioni pediatriche selezionate, in particolare in pazienti con disturbi del neurosviluppo quali autismo e disturbo da deficit di attenzione/iperattività, dove si sono osservati miglioramenti nella qualità e durata del sonno e un aumento della qualità di vita dei caregiver. Tuttavia, le evidenze per bambini con sviluppo tipico risultano scarse ed eterogenee, con la maggior parte degli studi randomizzati di breve durata e condotti su adolescenti o bambini più grandi.
Emergono criticità significative riguardo alla sicurezza: analisi di prodotti commerciali hanno rilevato discrepanze sostanziali tra il contenuto dichiarato e quello effettivo di melatonina, con alcuni prodotti contenenti dosi multiple rispetto a quanto riportato in etichetta o composti non dichiarati come la serotonina. I dati dei centri antiveleni documentano un aumento marcato delle intossicazioni accidentali, particolarmente tra bambini piccoli, spesso associate a formulazioni gommose e inadeguata conservazione.
Rimangono irrisolte questioni fondamentali riguardo agli effetti a lungo termine su pubertà, funzione immunitaria, metabolismo e sviluppo neurologico, con un gap evidente tra l'ampio utilizzo nella pratica clinica e la disponibilità di dati di sicurezza pediatrica.
In conclusione, la revisione raccomanda di non considerare la melatonina come una soluzione innocua per i problemi di sonno pediatrici. Gli interventi comportamentali, come routine costanti, riduzione dell'esposizione agli schermi ed aspettative adeguate all'età, dovrebbero rimanere l'approccio di prima linea per l'insonnia infantile. Quando indicata, la melatonina andrebbe utilizzata alla dose minima efficace, per la durata più breve possibile e sempre sotto supervisione medica, riconoscendone la natura di ormone biologicamente attivo piuttosto che di semplice integratore.
Gli autori sottolineano l'urgente necessità di una regolamentazione più rigorosa dei prodotti pediatrici a base di melatonina, standard di etichettatura più chiari e studi clinici a lungo termine. Tali misure risultano essenziali per garantire un supporto sicuro, efficace e basato su evidenze per il sonno pediatrico, evitando l'esposizione a rischi non necessari e la distrazione da approcci non farmacologici di comprovata efficacia.