Due interventi comportamentali integrati nella cartella clinica elettronica (EHR) hanno dimostrato di aumentare significativamente i tassi di deprescrizione di farmaci potenzialmente inappropriati negli anziani rispetto alle cure abituali. È quanto emerge da un trial clinico randomizzato pubblicato su JAMA, che ha coinvolto 201 medici di medicina generale e 1146 pazienti di età pari o superiore a 65 anni.
Nonostante l’aumento delle persone in politerapia, con un potenziale rischi di prescrizione di farmaci inappropriati o in eccesso, l’uso di interventi comportamentali sul personale medico riguardo la loro capacità di ridurre la prescrizione di farmaci potenzialmente inappropriati rimane poco chiara.
Lo studio ha testato due diversi approcci: un intervento "precommitment” in cui durante la prima visita veniva inviato al medico riguardo la possibilità di deprescrizione, con un secondo messaggio di promemoria alla seconda visita del paziente, e un intervento "boostering", dove oltre al messaggio alla prima visita veniva inviato un promemoria via mail ogni 4 settimane. Era inoltre presente un gruppo di controllo che non ha ricevuto alcun messaggio.
Rispetto alle cure abituali, la deprescrizione è risultata del 40% più probabile nel gruppo precommitment e del 26% più probabile nel gruppo boostering.
L'outcome primario era la deprescrizione di almeno un farmaco durante o dopo la prima visita del paziente fino alla fine del follow-up. La deprescrizione è stata definita come interruzione diretta dal medico o riduzione graduale del farmaco. Dei 1146 pazienti (età media 73,6 anni, 69,7% donne), 373 hanno visto l’interruzione di un farmaco: 145 (36,8%) dai pazienti seguiti nel gruppo precommitment, 122 (34,3%) nel gruppo boostering e 106 (26,8%) nel gruppo di controllo.
La riduzione dei farmaci non ha portato ad un aumento degli eventi avversi segnalati e dell’aumento della mortalità generale.
I risultati supportano l'uso di strumenti comportamentali progettati esplicitamente sui medici può aumentare significativamente i tassi di deprescrizione di farmaci potenzialmente inappropriati utilizzati dagli anziani.
L'approccio "precommitment", che sfrutta l'impegno anticipato del medico a intraprendere un'azione e il rinforzo attraverso promemoria sequenziali, si è dimostrato particolarmente efficace. Questo tipo di intervento potrebbe essere facilmente implementato dai i sistemi elettronici esistenti senza richiedere modifiche sostanziali ai flussi di lavoro clinici.
Lo studio evidenzia come la tecnologia sanitaria, quando progettata tenendo conto delle dinamiche comportamentali e del processo decisionale clinico, possa rappresentare uno strumento efficace per migliorare la sicurezza farmacologica nella popolazione geriatrica, riducendo il carico di polifarmacia e il rischio di eventi avversi associati a farmaci inappropriati.