L’impiego di antivirali nei bambini ricoverati per influenza resta inferiore alle raccomandazioni cliniche, con un calo osservato nella fase finale della pandemia Covid-19. È quanto emerge da un’analisi pubblicata su Pediatrics, basata sui dati del New Vaccine Surveillance Network dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
Tra 1.560 bambini ospedalizzati con infezione influenzale confermata, l’utilizzo di antivirali si attestava tra il 48,3% e il 56,8% nel periodo pre-pandemico, ma è sceso al 38,1% nella stagione 2021-2022 e al 46,1% nella stagione 2022-2023. Nel complesso, l’uso di antivirali risulta inferiore del 23% rispetto al periodo precedente alla pandemia.
Le linee guida di American Academy of Pediatrics, Infectious Diseases Society of America e CDC raccomandano il trattamento antivirale tempestivo nei bambini ospedalizzati, con malattia grave o a rischio di complicanze. Gli autori osservano tuttavia che, nonostante l’aumento delle evidenze a supporto dell’efficacia del trattamento, l’aderenza alle raccomandazioni rimane subottimale.
L’analisi identifica alcuni fattori associati a una maggiore probabilità di utilizzo degli antivirali nella fase post-pandemica: la presenza di almeno una comorbidità, la vaccinazione antinfluenzale nella stagione in corso, l’esecuzione di un test clinico per influenza e il ricovero in terapia intensiva all’esordio. Al contrario, una durata dei sintomi pari o superiore a due giorni al momento del ricovero è risultata associata a una minore probabilità di trattamento.
È emersa inoltre una marcata variabilità tra i centri coinvolti, con una differenza superiore a cinque volte tra le strutture con maggiore e minore utilizzo degli antivirali, anche dopo l’aggiustamento per le caratteristiche cliniche e demografiche dei pazienti.
Lo studio ha analizzato i ricoveri avvenuti nel periodo pre-pandemico, tra dicembre 2016 e marzo 2020, e nella fase tardiva della pandemia, tra luglio 2021 e giugno 2023. Sono stati inclusi i bambini ricoverati entro dieci giorni dall’esordio dei sintomi e con test positivo per influenza. Gli antivirali considerati comprendevano oseltamivir, peramivir, baloxavir e zanamivir.
Tra i limiti indicati dagli autori figurano il numero ristretto di centri coinvolti, l’assenza di informazioni sulla durata effettiva dei trattamenti e la possibilità che alcune prescrizioni non siano state somministrate.