Una rianalisi post-hoc di dati di studi di fase III ha mostrato che nei pazienti con artrite reumatoide (RA) che rispondono a terapia con upadacitinib o adalimumab il primo può apportare un maggiore sollievo dal dolore rispetto al biologico adalimumab, almeno nelle prime fasi del trattamento. I risultati, pubblicati su RMD Open, si basano sui confronti testa-a-testa nei trial SELECT-COMPARE per RA e SELECT-PsA 1 per artrite psoriasica (PsA).
I dati indicano che, nei pazienti con RA che hanno raggiunto una marcata attenuazione dell’infiammazione, i punteggi di dolore (scala 0-100) sono diminuiti di 42,9 punti con upadacitinib, rispetto a 34,7 punti con adalimumab e 33,1 punti con placebo a 12 settimane. La differenza statistica favorevole a upadacitinib rispetto ad adalimumab non si è mantenuta a 26 settimane.
Nell’analisi dei dati del trial SELECT-PsA 1, i due farmaci hanno mostrato simili gradi di sollievo dal dolore nei pazienti con PsA in entrambe le fasi temporali analizzate, e entrambi erano superiori al placebo.
Lo studio ha distinto i pazienti in base alla risposta infiammatoria, definita come assenza di articolazioni tumefatte in 66 siti e livelli di proteina C-reattiva inferiori a 6 mg/L, e ha esaminato le risposte riferite di dolore nei sottogruppi. Tra i pazienti con RA e persistenza di infiammazione, upadacitinib ha prodotto una maggiore riduzione del dolore rispetto ad adalimumab a 12 settimane, ma non a 26.
Gli investigatori hanno anche utilizzato un’analisi di mediazione per separare l’effetto diretto di modulazione del dolore da quello mediato dal controllo dell’infiammazione. In questo contesto, upadacitinib ha mostrato un effetto analgesico diretto significativamente maggiore rispetto adalimumab nella RA a 12 settimane.
Gli autori osservano che, sebbene il sollievo dal dolore sia solitamente associato alla risoluzione dell’infiammazione, una parte della riduzione del dolore può essere indipendente da tale controllo e riferirsi a una modulazione più centrale dei segnali dolorifici.