Dopo la sospensione dei farmaci anti-obesità il peso riprende a crescere in media di circa 400 grammi al mese e torna ai valori iniziali in meno di due anni. È quanto emerge da una revisione sistematica e meta-analisi condotta da ricercatori della University of Oxford e pubblicata sul British Medical Journal.
La ricerca ha analizzato 37 studi per un totale di oltre 9.000 persone trattate con farmaci per la gestione del peso. La durata media della terapia è stata di circa nove mesi, con un follow-up dopo la sospensione mediamente pari a 32 settimane. L’analisi stima una velocità media di recupero ponderale pari a 0,4 kg al mese.
Oltre al peso corporeo, lo studio valuta l’andamento dei principali indicatori cardiometabolici. I miglioramenti osservati durante il trattamento su glicemia, pressione arteriosa e profilo lipidico tendono ad attenuarsi rapidamente dopo l’interruzione, con un ritorno verso i valori basali stimato in circa 1,4 anni.
Gli autori ricordano che i farmaci incretinici più recenti, in particolare gli agonisti del recettore GLP-1, consentono nei trial clinici una perdita iniziale pari al 15-20% del peso corporeo. Tuttavia, circa il 50% delle persone con obesità interrompe la terapia entro 12 mesi dall’avvio. Per questo, sottolineano, è rilevante comprendere l’evoluzione del peso dopo la sospensione.
Il confronto indiretto con i programmi comportamentali di dieta e attività fisica indica che la ripresa ponderale dopo l’interruzione dei farmaci risulta più rapida rispetto a quella osservata dopo la fine dei percorsi non farmacologici, indipendentemente dall’entità del calo iniziale.
Secondo i ricercatori, “questi dati suggeriscono che, nonostante il successo nella perdita di peso iniziale, i farmaci da soli potrebbero non essere sufficienti per il controllo del peso a lungo termine”, e invitano alla cautela sull’uso di breve periodo senza una strategia strutturata di gestione.
In un editoriale collegato allo studio, Qi Sun, docente alla Harvard Medical School, ribadisce che comportamenti alimentari e stili di vita sani dovrebbero restare il fondamento della gestione dell’obesità, con i farmaci utilizzati come supporto.
Gli autori segnalano infine che per i farmaci più recenti i dati di follow-up dopo la sospensione sono ancora limitati nel tempo e che parte delle stime deriva da proiezioni.