Il Covid continua a esercitare un impatto rilevante sulla popolazione e sul sistema sanitario statunitense anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria dichiarata nel maggio 2023. Lo indica uno studio trasversale pubblicato su JAMA Internal Medicine, basato sui dati della rete di sorveglianza COVID-NET dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
Nel periodo ottobre 2022-settembre 2023 sono state stimate 43,6 milioni di malattie associate a COVID, dieci milioni di visite ambulatoriali, 1,1 milioni di ricoveri e 101.300 decessi. Nel periodo ottobre 2023-settembre 2024 le stime scendono a 33 milioni di casi, 7,7 milioni di visite, 879.100 ricoveri e 100.800 decessi. Tra i due periodi i ricoveri diminuiscono in mediana del 22,2%, mentre i decessi si riducono solo dell’1,0%.
Il confronto con l’influenza stagionale evidenzia un carico ancora superiore del Covid. Nella stagione 2023-2024 l’influenza ha causato 470.676 ricoveri e 27.965 decessi, secondo le stime dei CDC.
L’analisi mostra un impatto sproporzionato sugli anziani. Le persone con 65 anni o più, che rappresentano il 17,7% della popolazione statunitense, concentrano il 47,9% dei casi, il 64,3% delle visite ambulatoriali, il 67,6% dei ricoveri e l’81,2% dei decessi. I tassi di ricovero più elevati si registrano negli over 65, con 48 ricoveri per 100.000 persone nel gennaio 2023 e 39 per 100.000 nel dicembre 2023. Valori alti emergono anche nei bambini tra zero e cinque mesi, con 33 ricoveri per 100.000 nel dicembre 2022 e 26 per 100.000 nel dicembre 2023.
Gli autori sottolineano la necessità di rafforzare le strategie di prevenzione e di trattamento precoce. In particolare, indicano la vaccinazione come misura primaria e l’accesso tempestivo agli antivirali per le persone a rischio. Nel 2024 meno della metà degli over 65 con diagnosi di COVID ha ricevuto una terapia antivirale in regime ambulatoriale.
Nel commento associato allo studio, David Grabowski, PhD, docente alla Harvard Medical School, segnala un calo delle coperture vaccinali tra anziani e personale delle strutture residenziali e di lungodegenza. Grabowski richiama la necessità di iniziative mirate per incrementare le dosi di richiamo e per ampliare l’accesso ai trattamenti antivirali, con l’obiettivo di ridurre ricoveri e mortalità.
Lo studio utilizza i dati di Covid-Net, che copre 89 contee in dodici Stati, pari a circa il dieci per cento della popolazione statunitense. Tra i limiti, gli autori indicano la possibile non piena rappresentatività nazionale del campione e l’assunzione di pratiche di test simili nei due periodi analizzati.