Limitare il tempo sui dispositivi digitali, rafforzare l’attenzione attraverso la lettura, valorizzare le relazioni e sviluppare competenze critiche contro l’infodemia. Sono alcuni dei messaggi che emergono dal decalogo 2026 sugli stili di vita pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (ISS), con indicazioni che incidono direttamente su funzioni cognitive, stress e qualità del sonno.
Secondo il Centro nazionale dipendenze e doping dell’ISS, un uso eccessivo di device e applicazioni può favorire comportamenti problematici, ridurre la capacità di concentrazione, alterare il sonno e compromettere le relazioni sociali. Tra i suggerimenti operativi viene indicata la riduzione del tempo quotidiano di esposizione agli schermi, attraverso la disattivazione delle notifiche non necessarie e la creazione di momenti strutturati di disconnessione.
Sul piano della stimolazione cognitiva, il Servizio comunicazione scientifica dell’ISS richiama i benefici della lettura su memoria, attenzione e riduzione dello stress, con ricadute positive anche sull’empatia e sulla qualità delle relazioni.
Un ulteriore ambito riguarda l’interazione con gli animali da compagnia. Il Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale segnala effetti favorevoli sulla riduzione di stress e ansia, sul benessere emotivo e sulla promozione di stili di vita più attivi, ricordando anche l’esistenza di linee guida per l’impiego degli animali in contesti terapeutici e relazionali.
Il decalogo dedica spazio anche al tema dell’infodemia. La diffusione di informazioni false o non verificate può generare confusione, comportamenti a rischio e sfiducia nelle istituzioni sanitarie. L’ISS invita a verificare le fonti e a fare riferimento a canali scientifici autorevoli per orientare le scelte di salute.
Nel riepilogo complessivo, il documento affronta inoltre altri ambiti di prevenzione: alimentazione consapevole, controllo delle date di scadenza dei medicinali, donazione di sangue e plasma, qualità dell’aria negli ambienti domestici, adesione ai programmi di screening del Servizio sanitario nazionale, mobilità attiva e contrasto alle notizie false in ambito sanitario.