Possedere uno smartphone già in preadolescenza è associato a un aumento del rischio di depressione, obesità e sonno insufficiente. Lo indica un ampio studio condotto negli Stati Uniti e pubblicato su Pediatrics.
Tra il 2018 e il 2021, oltre 10.500 ragazzi di 21 Stati statunitensi sono stati intervistati ogni anno e sottoposti a valutazioni relative alla depressione, all’obesità e alla durata del sonno notturno, considerata adeguata se pari ad almeno nove ore.
Secondo i ricercatori, circa due terzi dei bambini possedevano già uno smartphone all’età di 12 anni. In questo gruppo, il rischio di depressione risultava più alto del 31%, il rischio di obesità più alto del 40% e il rischio di insonnia più alto del 62% rispetto ai coetanei senza telefonino.
All’età di 13 anni, i ragazzi che avevano ricevuto uno smartphone solo nell’anno precedente mostravano un rischio aumentato del 57% per i sintomi di depressione clinica e del 50% per insonnia, rispetto a chi non possedeva ancora un dispositivo. Dallo studio emerge inoltre che quanto più precocemente i bambini ricevono uno smartphone, tanto maggiore è il rischio di obesità e insonnia a 13 anni.
Il responsabile dello studio, Ran Barzilay, dell’Hospital of the University of Pennsylvania ha dichiarato a Reuters che “occorre considerare lo smartphone un fattore importante per la salute degli adolescenti, valutando con attenzione il momento in cui viene introdotto nella loro vita”. Gli autori precisano che lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto e che l’uso dello smartphone non comporta necessariamente effetti negativi per tutti.
“Invitiamo a riflettere attentamente sulle implicazioni per la salute, bilanciando sia i possibili effetti negativi sia quelli positivi,” ha aggiunto Barzilay. “Per molti adolescenti, gli smartphone possono rafforzare le relazioni sociali, sostenere l’apprendimento e offrire accesso a risorse utili per la crescita personale.”
Cristoforo Zervos