La vaccinazione contro SARS-CoV-2 in gravidanza è associata a un rischio inferiore di malattia materna grave e di parto pretermine tra le persone infettate durante la gestazione. Lo indica uno studio pubblicato il 15 dicembre 2025 su JAMA, basato sui dati di sorveglianza del database CANCOVID-Preg in Canada, che ha analizzato 19.899 casi di SARS-CoV-2 in gravidanza con esito di gravidanza noto.
Nel campione, 72% dei casi era vaccinato prima della diagnosi di infezione (di questi, l’80% vaccinato prima della gravidanza e il 20% durante la gestazione) e 28% non vaccinato. Le infezioni si sono verificate sia nel periodo di predominanza della variante Delta (n=6.120) sia in quello di Omicron (n=13.799).
La vaccinazione è risultata associata a un rischio di ricovero materno correlato a COVID-19 ridotto del 62% sia in epoca Delta (RR 0,38; differenza assoluta di rischio, 8,7%) sia in epoca Omicron (RR 0,38; ARD 3,8%). Allo stesso modo, il rischio di ammissione in terapia intensiva è stato circa 90% più basso tra le persone vaccinate in entrambi i periodi (Delta e Omicron: RR 0,10).
Anche il rischio di parto pretermine è risultato inferiore nelle gestanti vaccinate, con RR 0,80 nel periodo Delta e RR 0,64 nel periodo Omicron rispetto alle non vaccinate. Nelle analisi multivariabili, la vaccinazione è rimasta associata a un rischio di ricovero più basso dopo aggiustamento per comorbidità.
La differenza tra gruppi è stata evidente indipendentemente dal periodo predominante della variante, suggerendo un beneficio associato alla vaccinazione sia in epoca Delta sia in epoca Omicron. I ricercatori sottolineano che la vaccinazione prima o durante la gravidanza, prima dell’infezione, è collegata a un rischio ridotto di esiti materni gravi e di parto pretermine.
Lo studio utilizza dati di sorveglianza di popolazione e non può stabilire causalità, ma la coerenza dei risultati tra varianti e endpoint clinici coerenti (ricovero, terapia intensiva, parto pretermine) supporta l’interpretazione di un effetto protettivo della vaccinazione nei soggetti infettati durante la gravidanza.