Anziani sempre più numerosi, spesso soli e con più patologie croniche concomitanti: è il profilo del paziente che emerge dalla XXII edizione del Rapporto Osservasalute 2025, presentata a Roma all’Università Cattolica.
Il Rapporto descrive una popolazione in rapido invecchiamento, con una quota di over 65 pari al 24,3% e destinata a crescere ulteriormente nei prossimi decenni. L’aumento dell’età media si accompagna a una maggiore prevalenza di multimorbilità, soprattutto tra gli anziani, con bisogni assistenziali complessi che coinvolgono più ambiti clinici.
Tra le patologie croniche più diffuse figurano l’ipertensione, che interessa circa 11 milioni di persone, il diabete e le malattie osteo-articolari come artrosi e osteoporosi, che colpiscono quasi una persona su cinque tra le donne. La compresenza di più condizioni croniche è associata, secondo il Rapporto, a una riduzione della qualità della vita e a un aumento del ricorso ai servizi sanitari.
Il capitolo sulla mortalità segnala criticità rilevanti anche per la pratica clinica. In particolare, l’aumento dei decessi sepsi-correlati, concentrati prevalentemente nella popolazione anziana, evidenzia la fragilità dei pazienti con comorbilità multiple. Pur collocandosi tra i Paesi europei con i più bassi tassi di mortalità evitabile, l’Italia mostra un peggioramento della componente trattabile, attribuito anche ai ritardi diagnostici e assistenziali accumulati negli anni della pandemia.
Il Rapporto richiama inoltre l’attenzione sulla prevenzione, che resta disomogenea sul territorio nazionale. La ridotta adesione agli screening oncologici e alle vaccinazioni in alcune aree del Paese rappresenta un fattore che può tradursi, nel tempo, in un aumento dei casi diagnosticati in fase avanzata e in un maggiore carico clinico per i reparti di area medica.