Lo studio pubblicato sulla rivista Annals of the Rheumatic Diseases mostra che le donne con spondiloartrite presentano un rischio più elevato di dare alla luce neonati piccoli per l’età gestazionale rispetto alla popolazione generale francese, mentre gli altri esiti avversi di gravidanza risultano sovrapponibili.
L’indagine aveva come obiettivo la valutazione della frequenza degli esiti avversi della gravidanza nelle donne affette da spondiloartrite, sia nella forma assiale sia periferica, e l’identificazione di eventuali fattori associati a tali esiti. Si trattava di uno studio prospettico multicentrico condotto in Francia tra dicembre 2015 e giugno 2021. Le pazienti venivano incluse sulla base della diagnosi formulata dal reumatologo curante. Per ciascuna gravidanza venivano raccolte le caratteristiche materne, l’attività di malattia, i trattamenti in corso e gli esiti ostetrici.
Gli esiti delle gravidanze nelle donne con spondiloartrite venivano confrontati con quelli di un gruppo di controllo costituito da donne della popolazione generale francese, selezionate dai sondaggi nazionali perinatali del 2016 e del 2021, con un rapporto di 1:4. Il confronto riguardava parametri ostetrici, neonatali e materni. Per gli esiti avversi che risultavano significativamente più frequenti nelle pazienti con spondiloartrite, veniva applicata un’analisi di regressione logistica al fine di individuare possibili fattori di rischio.
Complessivamente furono analizzate 135 gravidanze in 124 donne. L’età media era di 32,1 anni, la durata media della malattia di 6,3 anni e circa la metà delle pazienti (50,4%) non aveva precedenti gravidanze. L’esito avverso più comune era rappresentato dai neonati piccoli per l’età gestazionale, che si verificavano con maggiore frequenza nelle donne con spondiloartrite rispetto ai controlli (17,4% contro 9,8%). L’analisi statistica confermava un aumento del rischio con un odds ratio pari a 1,94 (intervallo di confidenza al 95% 1,09-3,39). Al contrario, altri esiti avversi come il parto pretermine e il ricorso al taglio cesareo mostravano tassi comparabili tra le pazienti e la popolazione generale.
L’analisi di regressione non identificava alcun predittore specifico per la nascita di neonati piccoli per l’età gestazionale nelle donne con spondiloartrite. Questo dato suggeriva che l’aumento del rischio non fosse attribuibile a caratteristiche cliniche o terapeutiche particolari, ma piuttosto alla presenza stessa della malattia.
In conclusione, lo studio evidenziava che, in una coorte contemporanea di donne francesi con spondiloartrite, il rischio di neonati piccoli per l’età gestazionale risultava superiore rispetto alla popolazione generale, mentre non emergevano differenze significative per altri esiti avversi di gravidanza. Questi risultati offrivano un elemento di rassicurazione per la maggior parte delle pazienti, indicando che la spondiloartrite non comportava un aumento generalizzato delle complicanze ostetriche, ma si associava in modo selettivo a un incremento del rischio di restrizione della crescita fetale.
Fonte
Ann Rheum Dis. 2025 Nov 14:S0003-4967(25)04511-X. doi: 10.1016/j.ard.2025.10.024.