Nel 2023 oltre 2,9 miliardi di persone hanno vissuto con un disturbo da cefalea. È quanto emerge dall’analisi Global Burden of Disease (GBD) pubblicata su The Lancet Neurology, che colloca le cefalee tra le condizioni più disabilitanti a livello globale, con 541,9 YLD per 100.000 abitanti. Lo studio aggiorna le stime utilizzando dati sulla durata dei sintomi provenienti da 41.653 individui in 18 Paesi, integrati nei modelli GBD.
Secondo il documento, la prevalenza complessiva dei disturbi da cefalea nel 2023 è pari al 34,6%. L’emicrania riguarda il 14,1% della popolazione, mentre la cefalea tensiva il 24,9%. Nonostante la minore prevalenza, l’emicrania rappresenta circa il 90% del carico totale, con 487,5 YLD per 100.000, e rimane stabile come ottava causa globale di disabilità, senza variazioni significative dal 1990.
Lo studio segnala un marcato divario di genere. Il carico per cefalee raggiunge 739,9 YLD per 100.000 donne contro 346,1 negli uomini. La differenza è spiegata dalla maggiore prevalenza nelle donne e da una durata più lunga degli attacchi, secondo i modelli che analizzano il tempo trascorso in stato sintomatico. Nelle donne di 50 anni e oltre con emicrania definita, il tempo annuale in stato sintomatico raggiunge il 12,77%, contro l’8,67% negli uomini.
La cefalea tensiva risulta più comune dell’emicrania, ma ha un peso disabilitante molto inferiore. Il documento attribuisce alla tension-type headache un disability weight pari a 0,037, contro 0,441 dell’emicrania. Tuttavia, una quota rilevante della disabilità complessiva delle cefalee deriva da un’altra condizione monitorata dal GBD: la cefalea da uso eccessivo di farmaci (MOH).
Il report indica che il 20,8% del burden totale dei disturbi da cefalea è attribuibile alla MOH. Per l’emicrania, la quota è 22,6% negli uomini e 14,1% nelle donne. Per la cefalea tensiva, la quota supera il 50% degli YLD. La MOH amplifica la disabilità pur rappresentando una quota ridotta della prevalenza globale.
Dal punto di vista geografico, le differenze tra macro-regioni sono contenute. Per l’emicrania, il carico più elevato è registrato in Nord Africa e Medio Oriente (552,8 YLD per 100.000), mentre il più basso è nell’Africa subsahariana (450,8). Per la cefalea tensiva, i livelli più alti si osservano in Asia meridionale.
Il trend pluridecennale non mostra variazioni significative. La serie storica dal 1990 al 2023 documenta una stabilità dei tassi standardizzati di YLD, senza riduzioni del burden nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci. Il report segnala che le stime non includono potenziali effetti a lungo termine dell’infezione da SARS-CoV-2, non ancora integrati nei modelli.
Il documento conclude che l’emicrania rimane una causa rilevante di disabilità globale, con un peso costante nel tempo e una forte asimmetria di genere. La quota attribuibile alla cefalea da overuse evidenzia la necessità di monitorare l’uso dei farmaci acuti e di rafforzare i percorsi assistenziali strutturati.