L’intelligenza artificiale sta avanzando più rapidamente della capacità dei sistemi sanitari di regolamentarla. È il messaggio al centro del nuovo report “Harnessing AI for Cancer Care in Europe”, presentato dall’European Cancer Organisation (ECO) e dal suo Digital Health Network. Il documento evidenzia che, senza interventi coordinati, l’Europa rischia di perdere terreno rispetto a Stati Uniti e Cina nell’applicazione dell’AI alla cura del cancro.
Il report descrive il potenziale dell’AI lungo l’intero percorso oncologico, dalla prevenzione alla diagnosi precoce, dalla scelta terapeutica allo sviluppo di nuovi farmaci. Tra le opportunità indicate figurano l’integrazione di dati genetici, ambientali e comportamentali per migliorare la prevenzione, l’uso di modelli avanzati che rilevano lesioni minime durante lo screening e l’analisi di genomica, imaging e real-world data per definire trattamenti più personalizzati. L’AI è inoltre indicata come strumento in grado di accelerare la scoperta di target farmacologici e la selezione di molecole.
Accanto ai potenziali benefici, ECO segnala le principali criticità che ostacolano l’adozione su larga scala. Tra queste, un quadro normativo non allineato alla velocità dell’innovazione, la presenza di bias nei dataset, una validazione clinica ancora limitata e un livello di fiducia insufficiente da parte di professionisti e pazienti. Il documento sottolinea che molte strutture sanitarie incontrano difficoltà nell’implementare strumenti di AI a causa di risorse limitate e della mancanza di competenze adeguate.
Nel capitolo dedicato alle raccomandazioni politiche, ECO richiama la necessità di sviluppare standard nazionali per l’uso dell’AI in oncologia, affiancati da sistemi di monitoraggio post-market. Viene inoltre indicata la priorità di inserire investimenti dedicati nel prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea 2028-2034. Il report propone lo sviluppo di programmi di formazione comuni, con l’obiettivo che almeno il 50% degli oncologi acquisisca competenze specifiche in AI entro il 2030.
Sul fronte della regolazione, il documento chiede maggiore chiarezza nell’applicazione del GDPR e dell’AI Act, e un coinvolgimento più strutturato di clinici, pazienti e ricercatori nei processi decisionali. Un’altra priorità riguarda l’utilizzo del European Health Data Space, ritenuto essenziale per creare dataset armonizzati e modernizzare registri e sistemi informativi oncologici.
Nel comunicato, i co-chair del Digital Health Network sottolineano la necessità di un intervento europeo coordinato. Wim Oyen segnala l’urgenza di destinare risorse adeguate all’innovazione digitale nella cura del cancro. Annemiek Snoeckx richiama l’importanza di evitare un’adozione non regolata, che potrebbe comportare rischi per i pazienti. Alex Eniu evidenzia l’esigenza di garantire ai professionisti una formazione che permetta l’uso responsabile e competente degli strumenti di AI.
ECO ricorda che i contenuti del report saranno al centro della sessione dedicata all’AI durante il European Cancer Summit, in programma il 19 novembre a Bruxelles, dove verrà approfondito il contributo dell’intelligenza artificiale alle politiche oncologiche europee.