In occasione della Giornata mondiale del diabete del 14 ottobre, la Società Italiana di Diabetologia (SID) richiama l’attenzione sullo stigma e sulle discriminazioni che colpiscono le persone con diabete nei luoghi di lavoro, evidenziando la necessità di migliorare inclusione e benessere professionale.
«Milioni di italiani con diabete convivono ogni giorno con questa condizione anche sul posto di lavoro – afferma la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della SID –. Spesso devono ancora affrontare situazioni di stigma o discriminazione. Dietro ogni numero ci sono persone, famiglie e storie individuali che meritano attenzione e tutela».
Il messaggio lanciato dalla SID si concentra sulla necessità di migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone con diabete in ogni fase dell’esistenza. Secondo i dati IDF, sette persone su dieci che convivono con la patologia sono in età lavorativa. Tre su quattro riferiscono stati d’ansia o depressione correlati alla malattia e quattro su cinque riportano condizioni di burnout da diabete.
Il diabete di tipo 1, definito anche “giovanile” per l’età di insorgenza precoce, e il diabete di tipo 2, sempre più frequente anche in età adulta e lavorativa, impongono una presa in carico continuativa. «Oggi – ricorda Buzzetti – l’aspettativa di vita di una persona con diabete ben controllato è simile a quella della popolazione generale. Tuttavia, sul fronte del benessere, anche professionale, resta molto da fare».
L’obiettivo della SID è continuare a migliorare l’assistenza, promuovendo l’utilizzo di farmaci e device innovativi, ma anche rafforzando la prevenzione, la formazione degli operatori sanitari e l’informazione al pubblico.
«Il nostro impegno – conclude Buzzetti – è rendere le cure sempre più accessibili e vicine ai pazienti, in ogni contesto della loro vita. La Giornata mondiale del diabete rappresenta un momento simbolico, ma il nostro lavoro continua ogni giorno dell’anno, al fianco dei quattro milioni di italiani che convivono con questa condizione».