Accelerare la diagnosi, uniformare l’assistenza e ridurre le disuguaglianze territoriali: sono gli obiettivi del Manifesto per il miglioramento del patient journey dell’endometriosi, presentato il 30 ottobre al Ministero della Salute durante l’evento Endovision: accelerare la diagnosi e migliorare il futuro, promosso da Edra S.p.A. con il contributo incondizionato di Gedeon Richter.
Il documento, redatto da un board multidisciplinare di esperti clinici, rappresentanti istituzionali e associazioni di pazienti, delinea le linee di intervento per una gestione più efficace e omogenea della malattia, che in Italia interessa oltre tre milioni di donne.
Tra le priorità individuate: formazione dei ginecologi e dei medici di medicina generale per favorire la diagnosi precoce, creazione di una rete nazionale di centri specialistici, educazione nelle scuole per il riconoscimento dei sintomi e integrazione del supporto psicologico nei PDTA.
Durante la tavola rotonda, moderata da Annalisa Manduca, esperti come Annamaria Colao, Luca Mencaglia, Silvia Vannuccini e Alessandra De Cicco Nardone hanno sottolineato la necessità di una presa in carico multidisciplinare e sostenibile.
Il presidente SIGO Vito Trojano ha ricordato che “in Italia oltre tre milioni di donne convivono con l’endometriosi, un numero che impone attenzione costante da parte di istituzioni e società scientifiche”.
Le associazioni di pazienti hanno ribadito l’urgenza di percorsi più equi e personalizzati, con il coinvolgimento del care manager come figura di riferimento.
Secondo Maria Giovanna Labbate, amministratrice delegata di Gedeon Richter Italia, Endovision “rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra pazienti, clinici e istituzioni per garantire percorsi di presa in carico più tempestivi e accessibili”.