Il Centro per i tumori dell’ovaio dell’Istituto di Candiolo IRCCS ha ottenuto la certificazione europea ESGO. L’annuncio è stato diffuso, in vista della Giornata mondiale del tumore ovarico dell’8 maggio. In Italia si registrano circa 5.400 nuove diagnosi l’anno di questa neoplasia ginecologica.
Secondo quanto riportato nel comunicato, il riconoscimento della European Society of Gynaecological Oncology riguarda il Centro diretto da Luigi Carlo Turco e certifica il percorso clinico dedicato alle pazienti con tumore ovarico, dalla gestione dei casi iniziali a quelli avanzati.
“Questo riconoscimento internazionale conferma l’impegno costante nell’offrire alle pazienti le migliori prospettive di cura attraverso l’integrazione tra ricerca scientifica e pratica clinica”, afferma Salvatore Nieddu, direttore generale dell’Istituto. La certificazione, si legge, inserisce il centro in un network europeo dedicato alla gestione specialistica dei tumori ginecologici.
Tra gli elementi evidenziati figura l’utilizzo della chemio-ipertermia intraoperatoria (HIPEC) nei tumori avanzati. “L’HIPEC consiste nel ‘lavaggio’ addominale con chemioterapia ad alta temperatura effettuato direttamente in sala operatoria”, spiega Luigi Carlo Turco, direttore del Centro tumori dell’ovaio. “Questa tecnica permette di colpire le cellule tumorali residue aumentando l’efficacia del trattamento”.
Nel comunicato vengono riportati dati di efficacia associati alla procedura. “Si stima un guadagno assoluto di circa 11-12 mesi di vita rispetto alla chirurgia tradizionale. Inoltre l’aggiunta della tecnica HIPEC riduce del 33% il rischio di morte e del 34% il rischio di recidiva, con un incremento della sopravvivenza a cinque anni dal 20% al 40%”, precisa Turco.
Per i casi in stadio iniziale, il centro utilizza il sistema robotico Da Vinci Single Port. “Questa tecnologia permette di operare attraverso un unico accesso di pochi centimetri, mantenendo la radicalità oncologica e riducendo il dolore post-operatorio”, aggiunge Turco.
Il comunicato sottolinea inoltre l’approccio multidisciplinare nei casi complessi, con la presenza in sala operatoria di ginecologi oncologi, chirurghi oncologi e chirurghi toracici, per trattare in un unico intervento malattia addominale e metastasi intratoraciche. L’impiego di laparoscopia diagnostica avanzata e videotoracoscopia consente di valutare l’estensione della malattia e personalizzare il trattamento.
“Siamo lieti della certificazione ESGO, segno del riconoscimento del nostro impegno in un percorso complesso quale il management dei tumori ovarici”, conclude Piero Fenu, direttore sanitario dell’Istituto. “Consideriamo questo risultato una tappa verso l’obiettivo di fornire le migliori cure e preservare la qualità di vita”.