Non conta solo il numero dei passi, ma quanto a lungo si cammina. È la conclusione di uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine che ha analizzato i dati di 33.560 adulti del database UK Biobank, tutti con un’attività fisica inferiore a 8.000 passi al giorno.
I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi in base alla durata media delle sessioni di cammino: meno di 5 minuti, 5-10 minuti, 10-15 minuti e oltre 15 minuti. Dopo un follow-up medio di 9,5 anni, il rischio di mortalità è risultato quasi cinque volte più alto in chi accumulava i propri passi in periodi inferiori a 5 minuti rispetto a chi camminava per almeno 15 minuti consecutivi (4,36% contro 0,8%).
Anche il rischio di malattie cardiovascolari mostrava un andamento simile: dal 13% nel gruppo con sessioni brevi a 4,4% tra chi praticava camminate di almeno 15 minuti. Le associazioni più marcate sono state osservate tra i soggetti più sedentari (meno di 5.000 passi al giorno).
Secondo gli autori, introdurre nella routine quotidiana camminate continuative e più lunghe può produrre benefici significativi anche senza raggiungere le soglie raccomandate di attività fisica.
Fonte:
Borja del Pozo Cruz et al., Annals of Internal Medicine, 2025; studio UK Biobank