Nel 2024 in Italia sono nati 369.944 bambini, con una riduzione del 2,6% rispetto al 2023 (quasi 10 mila nascite in meno). Lo comunica l’Istat nel report Natalità e fecondità della popolazione residente – anno 2024, che segnala un ulteriore calo anche nei primi sette mesi del 2025, con 13 mila nati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-6,3%).
Il tasso di natalità è sceso a 6,3 nati per mille residenti, contro i 9,7 del 2008, quando il numero dei nuovi nati superava le 576 mila unità. La fecondità media per donna ha raggiunto il minimo storico di 1,18 figli, in ulteriore flessione sul 2023 (1,20), con una stima provvisoria di 1,13 per i primi mesi del 2025.
Il calo riguarda sia i primogeniti (181.487, -2,7%) sia i figli successivi (-2,9%), con una diminuzione più marcata nel Mezzogiorno (-4,3%) rispetto al Nord (-1,8%) e al Centro (-2,0%). Le difficoltà a formare una famiglia e ad avere il primo figlio restano legate a precarietà lavorativa, costi abitativi e incertezza economica.
Le nascite da genitori entrambi italiani – che rappresentano oltre i tre quarti del totale (78,2%) – sono diminuite del 3,3%, mentre quelle da coppie con almeno un genitore straniero (21,8%) risultano stabili. In crescita le coppie miste (+2,3%), in particolare quelle con madre italiana e padre straniero.
Tra le regioni, i cali più intensi nei primi mesi del 2025 si registrano in Abruzzo (-10,2%), Sardegna (-10,1%) e Umbria (-9,6%), mentre solo Valle d’Aosta e Province autonome di Trento e Bolzano mostrano un lieve incremento.
L’Istat segnala che, dal 2008, la perdita complessiva di nascite è di oltre 207 mila unità (-35,8%). Il trend discendente appare ormai strutturale e accentuato dal calo demografico delle generazioni in età fertile.