L'analgesia epidurale durante il travaglio non è associata a un aumento del rischio di gravi complicanze neurologiche nel neonato, mortalità neonatale o paralisi cerebrale nell'infanzia. È quanto emerge da uno studio di coorte pubblicato sul BMJ, che ha analizzato 495.695 parti avvenuti in Scozia tra il 2007 e il 2019.
Lo studio ha incluso donne con gravidanza singola tra 24 e 42 settimane di gestazione che hanno partorito per via vaginale o mediante taglio cesareo non programmato. L'analgesia epidurale è stata utilizzata nel 23,2% dei casi. L'endpoint principale era rappresentato dalla morbilità neurologica neonatale, definita come la presenza di una o più condizioni, tra cui encefalopatia ipossico-ischemica, convulsioni neonatali, emorragia intraventricolare, leucomalacia periventricolare, meningite, encefalite, asfissia alla nascita o altre diagnosi cerebrali entro i primi 28 giorni di vita.
L'analisi aggiustata non ha evidenziato un'associazione tra analgesia epidurale e morbilità neurologica neonatale (rischio relativo aggiustato 0,87; IC95% 0,68-1,12). Analogamente, non sono emerse associazioni con altre gravi complicanze neonatali, sepsi neonatale, punteggio Apgar inferiore a quattro a cinque minuti, mortalità entro 28 giorni o paralisi cerebrale diagnosticata nel corso dell'infanzia.
I risultati sono rimasti sostanzialmente invariati anche nelle analisi per sottogruppi, comprese le gravidanze considerate ad alto rischio, i parti pretermine e le diverse modalità di parto. Gli autori segnalano inoltre che il limite superiore dell'intervallo di confidenza per l'endpoint principale esclude un incremento relativo del rischio superiore al 12%, ritenuto poco compatibile con un effetto clinicamente significativo.
Secondo gli autori, questi dati forniscono elementi utili per il counseling delle donne in travaglio e per il processo decisionale condiviso. Nelle conclusioni dello studio sottolineano inoltre che i risultati supportano un accesso più ampio ed equo all'analgesia epidurale come componente sicura dell'assistenza al parto.
Lo studio riconosce alcuni limiti, tra cui la natura osservazionale dell'analisi e l'assenza di informazioni su variabili cliniche come la temperatura materna, la durata del travaglio e le indicazioni che hanno portato alla scelta dell'analgesia epidurale. Gli autori evidenziano tuttavia che la coerenza dei risultati nelle diverse analisi di sensibilità rafforza la robustezza delle conclusioni.
https://www.bmj.com/content/394/bmj-2026-343320