Inserire il richiamo contro il meningococco B nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) per proteggere gli adolescenti. È l’impegno annunciato da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze sanitarie del Ministero della Salute, intervenuta oggi a Roma al convegno ‘Fare prevenzione fra strategia e consapevolezza: la coscienza della vaccinazione. Il futuro è nelle nostre mani’. “Stiamo facendo una riflessione sul richiamo per il meningococco B negli adolescenti – ha spiegato Campitiello – perché l’obiettivo principale è proteggere i giovani, che sono il futuro”.
“Per un’azione solida dobbiamo costruire un dialogo aperto con famiglie, ragazzi e scuole. Dopo la pandemia da Covid abbiamo registrato una certa stanchezza verso le immunizzazioni: per questo serve trasparenza, basata sui dati, per ricostruire fiducia”, dichiara. Campitiello ha precisato che l’ipotesi di estendere il Pnpv al richiamo per gli adolescenti è già oggetto di confronto con le Regioni e con la Commissione Salute: “Sicuramente sarà un argomento che tratteremo nel prossimo aggiornamento”. Non solo meningite B. Campitiello ha ricordato che il Ministero sta lavorando anche all’inserimento nel calendario vaccinale del monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv). “Grazie alla proposta del ministro Schillaci lo scorso anno abbiamo salvato tanti bambini – ha sottolineato –. Per i neonati possiamo dare certezza che ci sarà la copertura anche quest’anno. Stiamo inoltre valutando di estendere la protezione contro l’Rsv agli anziani, con un atteggiamento cautamente ottimistico”.
Un altro fronte critico riguarda la vaccinazione antinfluenzale, in particolare tra gli over 65: “Registriamo un calo nelle adesioni – ha ammesso Campitiello – ma è nostro dovere difendere i più fragili. Gli anziani rappresentano una parte importante della nostra società e dobbiamo accelerare sulle campagne vaccinali, in particolare per l’antinfluenzale”. Secondo la responsabile del Dipartimento Prevenzione, l’Italia ha bisogno di una strategia vaccinale capace di ridurre le difformità territoriali e di riportare al centro il ruolo della prevenzione: “Il nostro compito – ha concluso Campitiello – è avvicinare famiglie e cittadini alle vaccinazioni, garantendo equità di accesso e protezione alle categorie più esposte. Solo così potremo trasformare la prevenzione in un obiettivo condiviso su tutto il territorio nazionale”.