Ogni anno in Italia si registrano circa 2.500 nuovi casi di disturbi dello spettro feto-alcolico (FASD), prima causa di disabilità intellettiva nei bambini dei Paesi ad alto reddito, interamente prevenibile con l’astensione dal consumo di alcol in gravidanza. Lo ricorda la Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione, che si celebra il 9 settembre.
I FASD comprendono un ampio spettro di anomalie fisiche e neurocomportamentali legate all’esposizione prenatale all’alcol. La forma più grave è la sindrome feto-alcolica (FAS), caratterizzata da malformazioni facciali, microcefalia, deficit di crescita e ritardi psicomotori, con importanti ricadute cognitive e comportamentali.
“Molte future madri continuano a consumare bevande alcoliche convinte che un consumo moderato non sia rischioso, ma non è così” ha affermato Luigi Memo, segretario del Gruppo di studio di genetica clinica neonatale della SIN. In Italia, secondo i dati del sistema di sorveglianza Bambini 0-2 anni, il 15% delle gestanti dichiara di avere assunto alcol durante la gravidanza, con prevalenze più elevate nel Centro-Nord.
Il Ministero della Salute ha recentemente rifinanziato un progetto biennale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità per monitorare il consumo di alcol in gravidanza, con particolare attenzione alle donne tra i 18 e i 24 anni.
“L’astensione totale dall’alcol è l’unica scelta corretta già dal momento in cui si pensa a una gravidanza” ha dichiarato il presidente della SIN Massimo Agosti. “È fondamentale che ginecologi, neonatologi e pediatri forniscano informazioni chiare e dettagliate sui rischi e che i bambini esposti vengano diagnosticati precocemente per garantire un percorso di cura multidisciplinare”.