Pubblicata su Circulation e JACC la nuova linea guida americana per la gestione dell’ipertensione: prevenzione e farmaci, ma anche un focus su declino cognitivo, gravidanza e uso di GLP-1 agonisti nei pazienti con obesità.
Secondo la linea guida prevenire e gestire la pressione alta con comportamenti di vita sani, controllare il peso corporeo, gestire lo stress, insieme ai corretti trattamenti farmacologici per abbassare la pressione arteriosa quando sono necessari, sono i comportamenti fondamentali per ridurre il rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco, malattie renali, declino cognitivo e demenza.
La pressione alta riguarda quasi la metà della popolazione adulta statunitense ed è la principale causa di morte sia negli USA che nel mondo. Non solo aumenta il rischio di infarto e ictus, ma può anche danneggiare i piccoli vasi del cervello e portare a declino cognitivo e demenza.
La nuova linea guida sostituisce quella del 2017 e presenta nuove o aggiornate raccomandazioni per la gestione della pressione arteriosa, basate sulle più recenti evidenze scientifiche.
I criteri diagnostici rimangono invariati rispetto al 2017: pressione normale <120/80 mmHg; pressione elevata 120–129/<80 mmHg; ipertensione di stadio 1 tra 130–139/80–89 mmHg; ipertensione di stadio 2 ≥140/90 mmHg. La linea guida riconosce inoltre il legame tra ipertensione e declino cognitivo: un controllo precoce e accurato della pressione arteriosa può prevenire deterioramento cognitivo e demenza.
Secondo gli esperti, l’ipertensione resta il fattore di rischio più comune ma anche più modificabile per malattie cardiache e cerebrali. Il documento sottolinea il ruolo centrale delle modifiche dello stile di vita (riduzione del sodio, attività fisica regolare, dieta DASH, controllo del peso, riduzione dell’alcol, gestione dello stress) come prima linea di intervento, integrata precocemente da terapia farmacologica nei soggetti ad alto rischio.
Tra le principali novità figurano l’introduzione del calcolatore di rischio cardiovascolare PREVENT™, sviluppato dall’American Heart Association, per stimare la probabilità di eventi cardiovascolari, e aggiornamenti sulle terapie farmacologiche, comprese nuove indicazioni per un trattamento precoce dell’ipertensione finalizzato anche a ridurre il rischio di demenza. Viene inoltre considerata la possibile introduzione di nuovi farmaci, come gli agonisti del recettore GLP-1 per pazienti ipertesi con sovrappeso o obesità, e nuove raccomandazioni sulla gestione della pressione alta in gravidanza e nel periodo post-partum.
La linea guida sottolinea l’importanza cruciale di stili di vita salutari, come ridurre il sodio (ideale <1500 mg/die), limitare l’alcol, praticare attività fisica regolare (75–150 minuti a settimana di attività aerobica o di resistenza), seguire un modello alimentare come la dieta DASH, mantenere un peso sano, gestire lo stress con tecniche di rilassamento, e monitorare la pressione arteriosa anche a domicilio.
Un’altra novità riguarda l’uso raccomandato di esami di laboratorio: la misurazione del rapporto albumina/creatinina urinario (ora obbligatoria per tutti i pazienti ipertesi) e l’ampliamento delle indicazioni per il rapporto aldosterone/renina, utile per diagnosticare l’iperaldosteronismo primario.
Particolare attenzione viene dedicata alla gravidanza: viene raccomandato il trattamento già da valori di 140/90 mmHg nelle donne con ipertensione cronica, l’uso di aspirina a basso dosaggio per prevenire la preeclampsia, e il monitoraggio continuo nel periodo post-partum.
Questo aggiornamento, frutto della collaborazione di più società scientifiche, fornisce un approccio più personalizzato e proattivo alla gestione dell’ipertensione, con l’obiettivo di ridurre la mortalità cardiovascolare e preservare la salute cerebrale lungo tutto l’arco della vita.