Medicina e ricerca
Parto pretermine
05/08/2025

Neonatologia, effetti del clampaggio ritardato con ossigeno puro nei neonati prematuri

Uno studio multicentrico statunitense ha evidenziato che la somministrazione di ossigeno al 100%, riduce l’incidenza di ipossiemia precoce nei neonati pretermine

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Uno studio multicentrico statunitense pubblicato su JAMA Pediatrics ha evidenziato che la somministrazione di ossigeno al 100% mediante maschera facciale, durante il clampaggio ritardato del cordone ombelicale (DCC), riduce significativamente l’incidenza di ipossiemia precoce nei neonati pretermine, senza incremento della morbilità.

La ricerca, condotta da Anup C. Katheria (Sharp Mary Birch Hospital for Women & Newborns di San Diego) in collaborazione con due università e un centro medico privato californiano, ha coinvolto 140 neonati nati tra la ventiduesima e la ventottesima settimana gestazionale, con un’età media alla nascita di ventisei settimane. Il campione era equamente distribuito tra femmine (49%) e maschi (51%). L’analisi dei dati si è svolta tra novembre 2024 e maggio 2025.

Obiettivo dello studio era valutare se l’impiego di ossigeno puro durante la finestra temporale prevista per il DCC migliorasse l’ossigenazione periferica rispetto all’ossigeno al 30%, evitando iperossemia legata alla persistenza del flusso ematico ombelicale.

Durante il DCC, tutti i neonati hanno ricevuto pressione positiva continua nelle vie aeree (CPAP) o ventilazione a pressione positiva tramite maschera facciale. I partecipanti sono stati randomizzati alla somministrazione di ossigeno al 30% (gruppo a basso dosaggio) oppure al 100% (gruppo ad alto dosaggio). Dopo il clampaggio del cordone, la rianimazione è avvenuta secondo le linee guida in vigore, con ossigeno iniziale al 30% e successiva modulazione in base alla saturazione periferica.

Endpoint primario dello studio era la percentuale di neonati con saturazione di ossigeno periferico pari o superiore all’80% entro i cinque minuti di vita. Nel gruppo a basso dosaggio, il 39% dei neonati (28 su 72) ha raggiunto tale soglia; nel gruppo ad alto dosaggio, la quota è salita al 69% (47 su 68), con un odds ratio aggiustato pari a 3,74 (intervallo di confidenza al 95%: 1,80–7,79; P < .001). La differenza assoluta di rischio tra i due gruppi è risultata pari a 0,30 (IC 95%: 0,26–0,35), a favore del gruppo trattato con ossigeno puro.

Non sono state osservate differenze statisticamente significative tra i due gruppi riguardo alla frazione inspirata media di ossigeno durante la rianimazione post-DCC, alla pressione parziale di ossigeno nel sangue arterioso ombelicale, all’incidenza di emorragia intraventricolare severa né alla mortalità prima delle quaranta settimane di età post-mestruale.

Secondo gli autori, l’ossigeno al 100% durante il DCC appare in grado di ridurre l’ipossiemia nei neonati estremamente pretermine senza aumentare il rischio di eventi avversi acuti. Tuttavia, viene sottolineata la necessità di uno studio clinico randomizzato di più ampia scala per valutare se tale approccio possa tradursi in un beneficio in termini di sopravvivenza e riduzione delle comorbilità a lungo termine.

JAMA Pediatr. 2025 Jul 21. doi: 10.1001/jamapediatrics.2025.2128. Epub ahead of print.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40690234/


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