L’infertilità maschile interessa il 10-15% della popolazione mondiale, contribuendo a circa il 50% dei casi di infertilità di coppia.
«Tra le cause principali che possono ridurre la qualità dello sperma vi sono i fattori ambientali, come stile di vita irregolare, obesità, fumo e stress ossidativo», afferma Giovanni Pinna insieme alla Commissione Andrologia AME (Associazione Medici Endocrinologi) coordinata da Agostino Specchio.
«La ricerca di trattamenti efficaci ha portato allo sviluppo di strategie terapeutiche, tra cui l’uso di farmaci anti-ossidanti e le modifiche dello stile di vita», osservano Pinna e colleghi. «Tuttavia, manca un’analisi sistematica sugli effetti dell’esercizio fisico sulla qualità dello sperma».
È stato recentemente pubblicato uno studio (Song W et al., Front Endocrinol 2025) che aveva l’obiettivo di valutare l’impatto dell’introduzione di diversi tipi di attività fisica sulla qualità del liquido seminale. Si è trattato di una revisione sistematica e meta-analisi di rete, una tecnica statistica avanzata che permette di confrontare simultaneamente più trattamenti o interventi, anche quando non sono stati confrontati direttamente negli studi clinici, spiegano gli esperti.
«Sono state consultate diverse banche dati, tra cui quattro internazionali (PubMed, Cochrane Library, EMBASE, Web of Science) e tre cinesi (CNKI, Wanfang e VIP)», proseguono Pinna e colleghi. «I criteri di inclusione erano i seguenti: studi randomizzati controllati (RCT) su soggetti normali o con infertilità non congenita, di età compresa tra 18 e 60 anni, mentre quelli di esclusione erano: malattie croniche, infertilità da fattore femminile, infertilità da cause ostruttive, lesioni ipotalamo-ipofisarie».
«Il gruppo di controllo comprendeva soggetti che non svolgevano attività fisica regolare, mentre il gruppo di intervento includeva soggetti impegnati in esercizi regolari di varia natura», riportano gli specialisti. «Tra questi, attività aerobica all’aperto (corsa, ciclismo, nuoto, escursionismo), attività aerobica indoor (tapis roulant, cyclette, salto con la corda), sport competitivi (calcio, basket, tennis), allenamento di resistenza (sollevamento pesi, esercizi con elastici), ciclismo aerobico (bicicletta all’aperto o cyclette), ed esercizi combinati come yoga, pilates, tai-chi e attività miste».
«Sono stati inclusi 14 RCT, per un totale di 1079 soggetti, 610 nel gruppo di intervento e 469 nel gruppo di controllo. I parametri spermatici valutati comprendevano volume, concentrazione, motilità, morfologia e conta totale», riferiscono gli esperti.
«Per quanto riguarda il volume spermatico, l’aerobica all’aperto ha ottenuto il miglioramento più significativo (differenza media MD = +1.84 mL, P < 0.05). Anche l’attività fisica combinata e gli sport competitivi hanno avuto un impatto positivo, mentre l'aerobica indoor ha mostrato un effetto più limitato», osservano Pinna e colleghi. «Altri interventi non hanno evidenziato differenze significative».
«In merito alla motilità spermatica, l’aerobica in bicicletta ha prodotto i risultati migliori (MD = +27.29%, P < 0.05), seguita da sport vari e attività fisiche miste (MD = +9.49%, P < 0.05). L’aerobica indoor e l'allenamento di resistenza hanno determinato miglioramenti più contenuti, mentre altre modalità di esercizio non hanno mostrato effetti significativi», riferiscono gli esperti.
«Per quanto concerne la morfologia spermatica, l’allenamento di resistenza con pesi si è rivelato particolarmente efficace (MD = +10.90%, P < 0.05), così come l’aerobica in bicicletta e altri sport», proseguono gli specialisti. «L’aerobica indoor, invece, ha avuto un effetto più modesto.»
«Riguardo alla concentrazione degli spermatozoi, il ciclismo aerobico ha avuto l’impatto più marcato (MD = +18.87 milioni/mL, P < 0.05). Alcune forme di esercizio, tra cui l’aerobica indoor e il ciclismo ad alta intensità, hanno però mostrato un effetto negativo (MD = –72.86 milioni/mL, P < 0.0001)», continuano Pinna e colleghi.
«Infine, il conteggio totale degli spermatozoi è stato significativamente migliorato dall’attività fisica combinata (MD = +17.20 milioni, P < 0.05). Anche l'aerobica in bicicletta ha dato buoni risultati, mentre gli sport competitivi e l’aerobica indoor hanno avuto effetti più limitati», proseguono gli specialisti.
«Alcune limitazioni, quali l’eterogeneità degli studi, le differenze nei protocolli di esercizio, le caratteristiche dei partecipanti e dei metodi di misurazione, rendono difficile un confronto standardizzato», osservano Pinna e colleghi. «Gli stessi effetti dell’intensità dell’esercizio dovrebbero essere oggetto di maggiore approfondimento, visto che, mentre appare accettato che l’attività fisica moderata risulti benefica, un esercizio eccessivo può al contrario ridurre la qualità spermatica (alcuni studi hanno riportato che la concentrazione spermatica può essere ridotta del 14-20% con oltre 10 ore/settimana di esercizio intenso)».
«Nel complesso, l’analisi dei risultati ha confermato che l’esercizio moderato migliora la qualità dello sperma, mostrando effetti diversi a seconda del parametro considerato», affermano gli esperti. «L’esercizio aerobico all'aperto è risultato particolarmente efficace nell’aumentare il volume dello sperma. Gli “altri sport” hanno migliorato motilità e conteggio totale, l'allenamento con i pesi ha avuto un impatto positivo sulla morfologia spermatica e l’aerobica in bicicletta ha migliorato motilità e concentrazione».
«Lo studio fornisce prove sull’efficacia dell’esercizio fisico nel migliorare la qualità dello sperma, sottolineando l’importanza di un’attività fisica moderata e ben strutturata», commentano gli specialisti. «Sono necessarie ulteriori indagini per determinare protocolli di allenamento specifici per il trattamento dell’infertilità maschile. Nel complesso, questi dati supportano l'idea che l'esercizio fisico possa essere un'opzione efficace per migliorare la qualità dello sperma, ma è importante scegliere il tipo di attività più adatto in base all'obiettivo desiderato», concludono Pinna e colleghi.
Front Endocrinol 2025, 16: 1537271. doi: 10.3389/fendo.2025.1537271.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40104136/