Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa ha approvato la riclassificazione delle glifozine in fascia A, rendendole prescrivibili con ricetta ripetibile e disponibili in farmacia, senza più l’obbligo di piani terapeutici. Il provvedimento interessa farmaci utilizzati nel trattamento del diabete di tipo 2, dello scompenso cardiaco e dell’insufficienza renale cronica.
La misura, in attuazione della Legge di Bilancio 2024, comporta il passaggio dalla distribuzione diretta regionale alla distribuzione convenzionata. L’Aifa ha concluso un accordo di rinegoziazione con le aziende titolari delle autorizzazioni, ottenendo una riduzione dei prezzi e nuovi contratti, con l’obiettivo di mantenere sostenibilità economica. I dati di spesa saranno monitorati dal Tavolo presso il Ministero della Salute.
Soddisfazione da parte delle organizzazioni dei medici di famiglia. «Un risultato importante, frutto di anni di lavoro istituzionale», commenta Silvestro Scotti, segretario generale della Fimmg, che sottolinea il valore della semplificazione: «Restituisce centralità alla medicina del territorio e migliora l’accesso alle cure, in particolare per i pazienti cronici, anziani e fragili». Scotti ha ricordato l’impegno della Fimmg nella Commissione tecnico-scientifica Aifa e nei tavoli ministeriali, e la sinergia con Fnomceo.
Accoglienza positiva anche dalla comunità scientifica. Per Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), si tratta di «un cambio di paradigma che migliora l’aderenza terapeutica e riduce le disuguaglianze nell’accesso ai farmaci innovativi».
Plauso anche dalle associazioni dei pazienti. La presidente di Fand, Manuela Bertaggia, definisce la misura “una decisione che semplifica i percorsi di cura, in particolare per chi vive nelle aree interne”. Per Cittadinanzattiva, «una maggiore prossimità del farmaco migliora l’aderenza e riduce i costi indiretti per famiglie e sistema sanitario», ha dichiarato la segretaria generale Anna Lisa Mandorino.