In vista della Giornata mondiale della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), che si celebra il 21 giugno, la Società Italiana di Neurologia (Sin) rilancia l’impegno su ricerca, assistenza e sensibilizzazione. In Italia la malattia interessa oltre 6.000 persone e, nonostante i progressi scientifici, resta priva di una cura definitiva.
“Non abbiamo ancora terapie risolutive, ma siamo entrati in una nuova era”, afferma Nicola Ticozzi, coordinatore del Gruppo di studio Malattie del motoneurone di Sin. Tra le nuove prospettive, la terapia antisenso per i pazienti con mutazione Sod1 conferma la possibilità di intervenire sul decorso della malattia.
A livello globale sono attivi oltre 160 studi clinici. L’Italia partecipa con una rete di centri specializzati e contribuisce all’elaborazione delle linee guida europee per la gestione della SLA. “La presa in carico multidisciplinare è essenziale per qualità di vita e sopravvivenza”, sottolinea Massimiliano Filosto, coordinatore del Gruppo di studio Neurogenetica.
Anche le tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale e i dispositivi di comunicazione assistita, offrono nuove opportunità. “La Sla deve restare una priorità sanitaria nazionale”, dichiara Alessandro Padovani, presidente Sin, che rivolge un appello a istituzioni e associazioni per garantire diagnosi tempestive, terapie avanzate e standard assistenziali omogenei su tutto il territorio.