L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato una nuova guida rivolta ai Paesi per adottare e ampliare modelli di assistenza ostetrica in cui le ostetriche sono le principali responsabili della cura durante gravidanza, parto e post-partum. L’approccio promuove una relazione di fiducia tra donna e ostetrica, migliorando gli esiti clinici e la qualità percepita dell’assistenza.
Secondo l’Oms, l’espansione di questi modelli rappresenta una delle strategie più efficaci per ridurre la mortalità materna e neonatale, ottimizzare le risorse sanitarie e garantire cure rispettose e personalizzate. La guida fornisce strumenti pratici per l’implementazione, invitando a pianificazioni strategiche, finanziamenti dedicati e una formazione regolamentata delle ostetriche secondo standard internazionali.
L’organizzazione sottolinea inoltre il valore dei modelli ostetrici nel contrastare l’eccessiva medicalizzazione del parto. L’assistenza ostetrica favorisce scelte informate, tecniche non invasive e un maggiore coinvolgimento delle donne nelle decisioni, riducendo il ricorso non necessario a interventi come tagli cesarei, induzioni e forcipe.
La guida presenta quattro modelli adattabili ai diversi contesti sanitari: continuità dell’assistenza da parte della stessa ostetrica o di un piccolo team; centri nascita ostetrici per gravidanze a basso rischio; assistenza ostetrica nelle comunità locali; pratica privata integrata nei sistemi sanitari nazionali.
L’Oms richiama l’urgenza di interventi globali: milioni di donne partoriscono ancora senza personale qualificato e un terzo non riceve nemmeno metà delle visite prenatali raccomandate. Dal 2016 i progressi nella riduzione della mortalità materna e neonatale si sono arrestati.