Uno studio pubblicato su “JAMA Network Open” ha evidenziato che un sistema di supporto decisionale clinico basato sull’intelligenza artificiale (iNCDSS) è efficace quanto i diabetologi esperti nella titolazione dell’insulina per pazienti ospedalizzati con diabete di tipo 2. La ricerca ha dimostrato che i pazienti sottoposti a regimi insulinici raccomandati dall’AI trascorrevano il 76,4% del tempo all’interno dell’intervallo glicemico target (70-180 mg/dL), rispetto al 73,6% dei pazienti il cui trattamento era deciso esclusivamente dai medici. Inoltre, nel corso dei cinque giorni di sperimentazione, gli eventi avversi si sono verificati con frequenze comparabili tra i due gruppi.
L’iNCDSS, sviluppato per integrare cartelle cliniche elettroniche e caratteristiche comuni della popolazione diabetica, fornisce raccomandazioni personalizzate in tempo reale per la titolazione dell’insulina nei pazienti ospedalizzati. Secondo gli autori dello studio, il controllo glicemico subottimale nei pazienti ricoverati con diabete di tipo 2 è spesso causa di degenze prolungate e esiti clinici sfavorevoli, mentre l’iNCDSS rappresenta una soluzione concreta per ottimizzare la titolazione dell’insulina. La ricerca, condotta in tre centri medici cinesi tra ottobre 2021 e settembre 2022, ha coinvolto 149 pazienti con valori di HbA1c compresi tra il 7% e l’11% (media 9%), già in trattamento antidiabetico nei tre mesi precedenti. Dopo una fase iniziale di terapia insulinica uniforme per tutti i partecipanti, il regime insulinico è stato modificato dagli specialisti sulla base dei livelli glicemici e delle linee guida.
I pazienti sono stati monitorati con il sistema Freestyle Libre per il controllo continuo della glicemia. La metà di loro ha ricevuto titolazioni insuliniche secondo le raccomandazioni dell’algoritmo AI, che, analizzando i dati, forniva indicazioni precise per il dosaggio insulinico da applicare nelle 24 ore successive. Il sistema supportava tre tipi di regimi insulinici: solo insulina basale, insulina premiscelata o bifasica, e il regime basale-bolus. Le raccomandazioni dell’iNCDSS venivano poi riesaminate dai medici durante le visite mattutine, con un’adesione alle indicazioni dell’AI del 98,9%.
Nel gruppo di controllo, invece, la titolazione era affidata a specialisti con oltre dieci anni di esperienza. Il tempo trascorso nell’intervallo glicemico target è risultato numericamente più elevato nel gruppo trattato con AI rispetto a quello trattato esclusivamente dai medici, senza differenze statisticamente significative tra i regimi insulinici:
• Insulina basale: 78,6% vs 65%
• Insulina premiscelata o bifasica: 74,7% vs 74,5%
• Regime basale-bolus: 81,1% vs 73,3%
I medici hanno valutato positivamente l’iNCDSS, assegnandogli un punteggio di soddisfazione di 4,1 su 5. In particolare, hanno apprezzato l’interfaccia intuitiva (4,6 su 5), il risparmio di tempo (4,2 su 5), l’efficacia (4,0 su 5) e la sicurezza (4,4 su 5).
Un editoriale ha sottolineato che l’integrazione di un sistema di supporto decisionale clinico in ambito ospedaliero potrebbe colmare una lacuna significativa, poiché il controllo glicemico spesso non è gestito da diabetologi o endocrinologi ma da internisti e medici di base con molteplici responsabilità. Tuttavia, l’applicabilità di questa tecnologia va ancora perfezionata per garantirne l’efficacia in contesti clinici più diversificati.