Il tema del libro presentato al CONI: sport e diabete, un connubio troppo spesso minato da uno stigma. Quello, cioè, che le persone con diabete non possano fare sport. Lo stesso stigma che perdura, attraverso
Una legge obsoleta del 1932, ancora oggi in Italia e impedisce agli atleti con diabete di tipo 1 di fare parte dei gruppi sportivi militari, ostacolando i loro sogni. Tanti grandi campioni, con le loro imprese, hanno dimostrato che, col diabete, non solo si può essere atleti, ma anche raggiungere il tetto del mondo. Non solo lo sport è una vera e propria terapia per le persone con diabete tipo 1, riconosciuto unanimemente come tale dalla comunità scientifica internazionale, ma l’innovazione nei trattamenti, grazie anche a device innovativi, permette un migliore controllo della patologia.
Da queste premesse è nato il libro “Diabete a 5 cerchi. Storia di Anna e Giulio, dei loro sogni, le loro sfide sportive e sociali” presentato, presso la Sala Giunta del CONI, sulle storie di due atleti che coltivano sogni per il futuro, ma le cui sfide sono più “ardue” perché Anna Arnaudo (mezzofondista) e Giulio Gaetani (schermidore) convivono con il diabete di tipo 1.
Anna Arnaudo e Giulio Gaetani – mezzofondista lei, schermidore lui – sono due giovani atleti che hanno eccelso nella loro rispettiva disciplina, guadagnandosi l’attenzione dei gruppi sportivi militari. Eppure, la loro patologia si è frapposta, rappresentando un ostacolo e una ragione di esclusione.
Nel corso della presentazione, i due atleti hanno ricordato la rabbia e la frustrazione per questa normativa, il senso di impotenza verso quella che si configura come una palese ingiustizia. Lo sport è il principale strumento di inclusione e di realizzazione del potenziale umano, e superare questo scoglio anacronistico, sempre nella piena tutela della salute degli interessati, rappresenta una vera e propria battaglia di civiltà.
Ne raccontano esperienze e speranze il giornalista Fabio Mazzeo e Federico Serra, Responsabile delle relazioni istituzionali di FeSDI – Federazione delle Società Diabetologiche Italiane, Alleanza per il diabete. “Questo libro parla del ‘sogno olimpico’ di Anna e Giulio, ma intende sottolineare il loro ‘sogno di inclusione sportiva’, che si infrange nella burocrazia più ottusa, che impedisce loro di poter accedere a un gruppo sportivo militare, perché diabetici” spiegano gli autori.
Per le persone con diabete ci sono ostacoli personali, conditi da pregiudizi e paure. La diagnosi può essere difficile da accettare, iniettarsi l'insulina può essere fonte di vergogna e imbarazzo, le società sportive possono temere per la salute degli associati. Eppure, per le persone con diabete lo sport è un toccasana in quanto ha un impatto positivo sui livelli di glicemia e sull’autostima.
"Questa pubblicazione è fondamentale per la sensibilizzazione collettiva sul tema”, afferma Giovanni Malagò, Presidente del CONI nel ricordare anche tutti i grandi atleti con diabete. “Parliamo di una sacrosanta campagna per rivendicare dei diritti, attraverso il racconto delle storie di Anna e di Giulio, che offre un esempio tangibile e ha una valenza importante ai fini della possibilità di estendere agli atleti con diabete l’opportunità di far parte dei gruppi sportivi militari. Il decisore politico e la comunità scientifica hanno la possibilità di garantire l'auspicata revisione normativa, prerogativa che non afferisce - come noto - ai compiti statutari del CONI. Nel marzo 2023, firmammo un protocollo con l'Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete, FESDI, SID e AMD proprio per ribadire il nostro impegno istituzionale in questo senso".
“Questo libro raccoglie le storie di persone straordinarie nonostante il diabete e aggiunge impegno ad impegno, quello del controllo dei valori glicemici, le terapie, la gestione del peso e dell'alimentazione. Con lo stesso rigore richiesto dagli allenamenti. Atleti di livello seguiti da un doppio team, quello atletico e quello diabetologico” sottolinea la Prof.ssa Raffaella Buzzetti, Presidente FeSDI e SID.
“In Italia un Regio decreto del 1932 discrimina questi atleti impedendo loro, in quanto persone con diabete, di potersi arruolare nei corpi militari dello Stato e gareggiare nei gruppi sportivi”, sottolinea l’On. Roberto Pella, Presidente degli Intergruppi Parlamentari ‘Obesità diabete e malattie croniche non trasmissibili’ e ‘Valori dello sport e della maglia azzurra’, “Un decreto anacronistico che non tiene conto dei progressi scientifici e l'attuale qualità delle cure per il diabete” “Come Intergruppo parlamentare siamo fortemente impegnati per dare piena attuazione all'articolo 33 della Costituzione sull'accesso universale alla pratica dello sport”, aggiunge la Sen. Daniela Sbrollini Presidente degli Intergruppi Parlamentari ‘Obesità diabete e malattie croniche non trasmissibili’ e ‘Valori dello sport e della maglia azzurra’. “Nel corso della XIX Legislatura è stato depositato il 22 Ottobre 2024, a mia prima firma, il Disegno di legge-atto del Senato 1276, recante ‘Disposizioni per l'arruolamento di atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e dei corpi dello Stato’”.
Anna e Giulio, in qualche misura, il diabete lo hanno già sconfitto perché non gli ha impedito di eccellere sulle pedane e nelle piste di tutto il mondo. Così la loro storia diventa un esempio, il loro talento unito alla perseveranza e al sacrificio genera una luce così forte da dire al mondo che il diabete non cancella il sogno.
Sfoglia il libro a questo link: https://bit.ly/41ZyU2r