Attualità
Congresso Ame
13/11/2024

Innovazioni e sfide in endocrinologia: la visione del nuovo Presidente AME, Andrea Frasoldati

Il nuovo Presidente AME, che succede nella carica a Renato Cozzi, illustra quali sono i suoi intendimenti nel portare avanti la mission della società scientifica

congresso medico

Si è svolto a Roma, dal 7 al 10 novembre scorsi, il 23° Congresso Nazionale AME (Associazione Medici Endocrinologi) – “Update in Endocrinologia Clinica”, al quale hanno partecipato 1300 iscritti, compresi i relatori. Al termine dell’evento, al dr. Renato Cozzi è succeduto nella carica di Presidente AME il dr. Andrea Frasoldati, al quale abbiamo chiesto quali sono i suoi intendimenti nel portare avanti la mission della società scientifica. «La nostra associazione ha tra i suoi scopi fondamentali quello di fare formazione per medici specialisti in endocrinologia, quindi di garantire una formazione continua su diverse tematiche relative a patologie che si incontrano nei nostri ambulatori e reparti» premette Frasoldati.

«Questo è il fil rouge che caratterizza AME; parliamo di tutte le principali malattie delle ghiandole endocrine (tiroide e paratiroidi, ipofisi, surrene, gonadi) ma anche di diabete, obesità, dislipidemie ed osteoporosi. Naturalmente di anno in anno per ciascuna di queste tematiche compaiono significative novità in ambito diagnostico e terapeutico su cui i nostri soci chiedono di essere aggiornati. Ed è proprio questa la mission costitutiva della nostra associazione».

Inoltre, aggiunge il nuovo Presidente AME, « vi è la necessità di mantenere alta l’attenzione su tutto ciò che si muove in ambito socio-sanitario. Pensiamo ad esempio ad aspetti di tipo organizzativo, quali la discussione di nuovi modelli assistenziali, o la normativa in materia di prescrizione di nuove classi di farmaci. Ma anche all’analisi degli stili di vita, in grado di condizionare la nostra capacità di agire attraverso la prevenzione. Questa è un po’ la scommessa di chi pratica la nostra specialistica: come endocrinologi, ci interfacciamo con tanti mondi anche assai eterogenei. Molti di noi partecipano a percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (i cosiddetti PDTA) in ambito endocrino-oncologico (per es. il carcinoma tiroideo e i tumori neuroendocrini). Altri si occupano di medicina della riproduzione e della sessualità; altri ancora altro di metabolismo e nutrizione o della salute dell’osso, settore oggi in rapida evoluzione dal punto di vista degli strumenti farmacologici messi a nostra disposizione». Tutto questo, sottolinea Frasoldati, «testimonia la complessità della sfida di AME nel cercare di fare formazione in numerosi e diversi settori, i quali naturalmente richiedono la stretta collaborazione con molti altri colleghi di altre aree specialistiche».

Ma qual è, a suo parere, il ‘polso’ dell’endocrinologia nella sanità italiana attuale? Quali sono i punti di forza o le eventuali criticità? «A giudicare dai numeri, anche nell’ambito della nostra società, si è avuta una crescita costante. Attualmente abbiamo oltre 2500 iscritti, con un incremento continuo e cospicuo anche nel periodo post-Covid» risponde Frasoldati. «Se prendiamo in esame l’interesse da parte di neo-specialisti e specializzandi, allora dovrei dire che il termometro segna una temperatura perfetta. Siamo una specialistica che, essendo a cavallo tra assistenza ospedaliera e territorio, attrae anche perché per i colleghi più giovani ci sono ampie e variegate possibilità di impiego» specifica Frasoldati. «L'obesità, per esempio, è un problema molto diffuso nella popolazione, con diversi livelli di severità che richiedono setting assistenziali differenti. Un conto è parlare di un sovrappeso lieve o moderato, che può essere affrontato in ambito ambulatoriale, un conto è l’obesità di grado severo, tale da prevedere l’eventuale indicazione alla chirurgia bariatrica nella dimensione ospedaliera di un team multidisciplinare. Quindi l’endocrinologo abita tante realtà: quella più periferica degli ambulatori territoriali, e quella delle cliniche ospedaliere». Proprio qui, nel realizzare la giusta sintesi tra assistenza ospedaliera e territoriale risiede, secondo il Presidente AME, una delle maggiori sfide del nostro sistema sanitario.

Per quanto riguarda il Congresso AME che si è appena concluso, Frasoldati desidera sottolineare il grande interesse suscitato da molti simposi. Tra questi, quelli dedicati al carcinoma tiroideo, «una patologia relativamente diffusa e che quindi interessa anche tanti operatori e pazienti. Inoltre, sono uscite proprio in questi giorni - quasi in contemporanea con il nostro convegno - le nuove linee guida dell'American Thyroid Association (ATA), considerate il riferimento per chi si occupa di questa patologia. Quindi, il convegno è stata l'occasione per cominciare a discutere i contenuti di questo importante documento» afferma Frasoldati. «Grande risalto ha avuto anche il tema dell'obesità, con nuovi farmaci che sicuramente rivoluzioneranno il trattamento di questa malattia. Farmaci di sicura efficacia e di ottima tollerabilità, ma del cui impiego c’è ancora una esperienza limitata stante la loro recentissima introduzione in commercio». In campo diabetologico – prosegue Frasoldati - «molto interesse desta l’apparire sulla scena dell’insulina settimanale che potrà sicuramente consentire un ulteriore passo in avanti, fino a poco tempo fa impensabile, nella qualità dell’assistenza». Alcune sessioni del convegno sono state dedicate a temi del tutto innovativi, quali ad esempio l’intelligenza artificiale in endocrinologia «perché i tempi sono ormai maturi per il passaggio dal livello esclusivamente teoretico a quello applicativo ed è opportuno che i nostri associati comincino a familiarizzarsi con questi nuovi strumenti e le loro potenzialità. Abbiamo anche parlato di telemedicina, la cui implementazione in ambito endocrinologico è ad oggi ancora parziale» spiega il Presidente AME.

Infine, meritano una menzione la sessione dedicata al tema delle Linee Guida e delle Buone pratiche clinico-assistenziali, che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, prof. Rocco Bellantone, e quella dedicata alla sostenibilità e all’equità dell’accesso ai farmaci, incentrata sulla relazione di Nino Cartabellotta, presidente del GIMBE, il quale «ha presentato uno scenario molto aggiornato dei grandi problemi di economia sanitaria che ci troviamo ad affrontare, inclusa la ridotta disponibilità del personale medico ed infermieristico».

In sintesi, «stiamo assistendo all’entrata in scena di nuovi strumenti terapeutici, nuovi farmaci, nuovi dispositivi e nuove modalità organizzative che sicuramente sono destinati a rivoluzionare alcuni paradigmi assistenziali e in taluni casi persino il rapporto medico-paziente. Anche in occasione di questo convegno, l’obiettivo di AME è stato quello di assicurarsi che i partecipanti potessero conoscere da vicino tutti quegli strumenti in grado di prepararli a queste nuove sfide professionali», conclude Frasoldati.

Arturo Zenorini

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