La fatica mentale e fisica esibita dai malati di long covid può essere il risultato di cambiamenti strutturali a livello cerebrale: lo indica un nuovo studio su 129 pazienti sofferenti del disturbo. Per l' 86% di loro, il sintomo principale era la fatica cronica estrema, per altri anche difficoltà cognitive gravi e confusione mentale. I cervelli di questi malati, sottoposti a risonanza magnetica, hanno evidenziato mutazioni strutturali che diminuiscono la capacità di comunicare tra loro di diverse aree. Le regioni colpite sono risultate: il lobo frontale - la cui funzione è associata a ragionamento, pianificazione e soluzione dei problemi - e quello temporale, coinvolto nella memoria e nell' elaborazione delle informazioni. In tutti pazienti sono stati inoltre osservati cambiamenti nella 'materia' o 'sostanza' bianca', il cui 'lavoro' è proprio trasmettere le informazioni, sotto forma di impulsi elettrici, da una parte del cervello e del cervelletto all'altra. Il rapporto è pubblicato sulla rivista Psychiatry Research. Secondo i ricercatori dell'università di Madrid, autori dello studio, proprio queste mutazioni strutturali del cervello potrebbero divenire un biomarker per la diagnostica di immagini del Long Covid.