Le complesse interazioni tra Covid-19 e salute neurologica hanno stimolato una collaborazione integrata tra diversi settori scientifici e sanitari per discutere della migliore risposta globale alle pandemie. Se ne è parlato al convegno dal titolo “Long-COVID e malattie neurologiche: analisi degli effetti a lungo termine e strategie di intervento”, organizzato da RIN – rete IRCCS delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione, con il patrocinio di SIN (Società Italiana di Neurologia), in collaborazione con il Centro Studi Americani, che ha ospitato i lavori a Roma, ed Edra S.p.A. Il Long-COVID rappresenta una sfida significativa per la sanità pubblica, che richiede interventi mirati con un approccio multidisciplinare, hanno ribadito gli esperti presenti all’evento. “È sempre importante studiare e avere delle risposte. Dal punto di vista dell'approccio One Health diventa fondamentale considerare le pandemie come il risultato di una serie di fattori, tra cui l'ambiente e l'interazione con il mondo animale e vegetale. Dobbiamo sempre avere una visione integrata di come l'uomo interagisce con i diversi ambiti economici e sociali”. Queste le parole di Giovanni Leonardi, Capo del Dipartimento della salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (One Health) e dei rapporti internazionali del Ministero della Salute e ad interim Capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute.
Il convegno è stato articolato in due sessioni tecniche e una tavola rotonda con i decisori politici, è stata presentata una visione del Long-COVID di ampio respiro, iniziando dal tema degli effetti del contagio a livello neurologico sino all'importanza di considerare l'interazione tra uomo, ambiente e mondo animale per comprendere, prevenire e gestire le pandemie. “Ci siamo concentrati su due aspetti: gli effetti neurologici provocati dall'infezione, sia in fase acuta che nella fase successiva alla guarigione con particolare riferimento alle manifestazioni neurologiche legate soprattutto a disfunzioni cognitive e disturbi psichiatrici. L'altro aspetto importante che abbiamo approfondito è l'effetto dell'infezione da Covid-19 su malattie neurologiche preesistenti e croniche, come quelle autoimmuni e neurodegenerative”, ha detto Raffaele Lodi, presidente RIN e Direttore Scientifico dell’IRCCS ISN di Bologna.
Alessandro Padovani, Presidente SIN, durante il suo intervento, dal titolo “Le manifestazioni neurologiche dell’infezione COVID-19 e gli effetti funzionali a lungo termine”, ha sottolineato come “il sistema nervoso centrale e periferico è stato al centro delle attenzioni fin dall'inizio della pandemia. In fase acuta abbiamo osservato un aumento di encefalopatie e patologie cerebrovascolari.
Durante la tavola rotonda con i decisori politici, sono intervenuti: Beatrice Lorenzin, membro della V Commissione Bilancio; Vanessa Cattoi, membro della V Commissione Bilancio e Guido Liris, medico igienista e membro della V Commissione Bilancio.