Ginecologia

mag152012

Legge 194: stabili i numeri dell’obiezione

Dopo un notevole aumento dell’obiezione di coscienza in materia d’aborto, tra gli operatori sanitari coinvolti, avvenuto negli ultimi anni, si osserva una stabilizzazione dei numeri, che restano comunque alti soprattutto al Sud. Il quadro emerge dall'ultima Relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 194/1978 per l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), in cui, per altro, si segnala da una parte, un calo degli aborti e degli aborti ripetuti, tra le donne italiane, con percentuali «tra le più basse a livello internazionale», dall’altra valori molto più alti, fino al triplo, dei casi tra le immigrate. Il numero degli obiettori, tra i ginecologi, gli anestesisti e gli operatori, è, invece, stabile dal 2009. A livello nazionale, per i ginecologi si è passati dal 58,7% del 2005 al 69,2% del 2006 al 70,5% del 2007. Per gli anestesisti, negli stessi tre anni, il 45,7% è salito al 52,3% del 2007, e per il personale non medico il 38,6% è passato al 40,9%. Un picco si registra al Sud e nelle isole, dove sono obiettori oltre 3 ginecologi su 4. In Sicilia, per esempio, nel 2009 l'obiezione di coscienza ha riguardato l'81,7% dei ginecologi, il 75,7% degli anestesisti e l'87% del personale non medico. Le maggiori percentuali di ginecologi obiettori si registrano in Abruzzo (78,5%), Molise (82,8%), Campania (83,9%), Puglia (79,4%), Basilicata (85,2), Calabria (73,3%), Lazio (80,2%), Veneto (78%), provincia di Bolzano (81,3%).


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