Un circuito neuronale capace di favorire la cancellazione selettiva di un ricordo, senza compromettere un'altra memoria acquisita contemporaneamente, è stato identificato dai ricercatori della Kyushu University, in Giappone. Lo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, è stato condotto sul verme Caenorhabditis elegans e descrive un meccanismo molecolare coinvolto nell'oblio delle informazioni olfattive.
Il gruppo di ricerca, coordinato da Takeshi Ishihara, ha analizzato il sistema nervoso di C. elegans, un organismo utilizzato negli studi di neurobiologia che possiede 302 neuroni. L'obiettivo era comprendere come alcune informazioni apprese possano essere eliminate mentre altre vengono conservate.
Attraverso esperimenti di apprendimento associativo, i ricercatori hanno osservato che i vermi addestrati a riconoscere due odori differenti nello stesso periodo potevano perdere la memoria relativa a uno dei due stimoli, mantenendo quella associata all'altro. Il risultato indica che il processo di oblio osservato non è indiscriminato, ma può interessare selettivamente una specifica memoria.
Al centro del meccanismo individuato si trova il neuropeptide NLP-47, rilasciato dai neuroni AWC. La molecola attiva il recettore GNRR-1 presente sui neuroni AIZ, che a loro volta rilasciano glutammato. Quest'ultimo agisce sul recettore GLR-4 dei neuroni AWA, coinvolti nella memoria olfattiva. La sequenza di segnali costituisce il circuito attraverso il quale viene regolata la perdita selettiva del ricordo.
Ulteriori esperimenti, condotti attraverso tecniche di optogenetica, hanno mostrato che la soppressione dell'attività di alcuni neuroni del circuito rende i vermi più resistenti all'oblio. I risultati hanno quindi permesso di individuare componenti neuronali e molecolari coinvolte nel processo.
«Scoprire che questo sistema di oblio non è indiscriminato, ma può prendere di mira un ricordo specifico, è affascinante», ha dichiarato Ishihara, secondo quanto riportato dall'ANSA. Il ricercatore ha sottolineato l'importanza di comprendere i normali meccanismi di cancellazione della memoria per approfondire le condizioni nelle quali questi processi risultano alterati.
Il comunicato della Kyushu University segnala inoltre che recettori simili a GNRR-1 sono presenti anche nei mammiferi, compreso l'uomo, e che nei roditori sono stati identificati nell'ippocampo. Il loro eventuale coinvolgimento nei processi di oblio resta tuttavia da chiarire.
La ricerca riguarda un modello animale e non dimostra che il circuito identificato operi con le stesse modalità nel cervello umano. I risultati contribuiscono alla comprensione dei meccanismi biologici della memoria, ma non documentano applicazioni cliniche per la malattia di Alzheimer o altre patologie associate alla perdita dei ricordi.