I sistemi automatizzati di somministrazione dell'insulina possono aumentare fino a circa tre ore al giorno il tempo trascorso nell'intervallo glicemico raccomandato durante la gravidanza nelle donne con diabete di tipo 1. È uno dei risultati degli studi clinici richiamati dalla Società Italiana di Diabetologia (SID) in occasione del 31° Congresso nazionale, in programma a Rimini dal 28 al 31 ottobre 2026.
Secondo i dati presentati nel comunicato della società scientifica, lo studio AiDAPT ha documentato un aumento di circa 2,5 ore al giorno del tempo trascorso nell'intervallo glicemico raccomandato in gravidanza, compreso tra 63 e 140 mg/dL. Nello studio CIRCUIT il beneficio ha raggiunto circa tre ore, mentre lo studio CRISTAL ha evidenziato miglioramenti soprattutto nel controllo glicemico notturno e nella riduzione delle ipoglicemie.
I sistemi automatizzati integrano sensori per il monitoraggio continuo del glucosio, microinfusori e algoritmi che regolano la somministrazione dell'insulina. Le linee guida congiunte della European Society of Endocrinology e dell'Endocrine Society ne suggeriscono l'impiego nelle donne con diabete di tipo 1, tenendo conto dell'idoneità dello specifico dispositivo alla gravidanza e della supervisione di un'équipe esperta.
«In gravidanza gli obiettivi glicemici sono particolarmente stringenti – ricorda Elena Succurro, professore ordinario di Endocrinologia all'Università Magna Graecia di Catanzaro e componente del Consiglio direttivo della SID – e il fabbisogno insulinico cambia rapidamente per effetto delle modificazioni ormonali».
La SID richiama anche l'importanza della programmazione della gravidanza. Secondo le stime internazionali citate dalla società scientifica, soltanto il 30-40% delle donne con diabete pianifica la gravidanza. Le raccomandazioni dell'American Diabetes Association indicano come obiettivo ideale, prima del concepimento, un'emoglobina glicata inferiore al 6,5%, quando raggiungibile in sicurezza.
Il percorso assistenziale deve proseguire anche dopo il parto, soprattutto nelle donne che hanno avuto un diabete gestazionale. La SID ricorda il rischio aumentato di sviluppare diabete di tipo 2 negli anni successivi e l'importanza di eseguire una curva da carico orale di glucosio a 4-12 settimane dal parto, seguita da controlli periodici.
Un ulteriore tema riguarda i farmaci basati sulle incretine, utilizzati nel trattamento del diabete e dell'obesità. La società scientifica richiama le evidenze disponibili sulle esposizioni accidentali nelle prime fasi della gravidanza, precisando che i risultati non dimostrano la sicurezza dell'impiego durante la gestazione e non modificano le attuali indicazioni di sospensione prima di una gravidanza programmata.
«È fondamentale costruire percorsi strutturati che accompagnino la donna dal preconcepimento, al postpartum, attraverso una stretta collaborazione tra diabetologo, ginecologo e team multidisciplinare», sottolinea Succurro.
Per la SID, la priorità italiana è tradurre le indicazioni delle linee guida in percorsi assistenziali accessibili e omogenei tra le Regioni, garantendo continuità dei controlli anche dopo la nascita.