Clinica
Diabete
29/10/2026

Tecnologia per il diabete: non esiste la migliore in assoluto, esiste quella giusta per ogni persona

Il position statement EASD-ADA, chiede di scegliere sensori e sistemi di erogazione automatica dell'insulina con un processo condiviso e di investire in formazione, personale e infrastrutture

Diabete-fake-news

Non esiste una tecnologia per il diabete universalmente migliore: esiste quella più adatta a ciascuna persona, e il sui successo va misurato sui benefici clinici, psicologici e di qualità di vita individuali, non sul numero di utilizzatori. È il messaggio centrale del position statement congiunto dell'European Association for the Study of Diabetes e dell'American Diabetes Association, a firma di Bruttomesso e colleghi, pubblicato su Diabetes Care e ultimo di una serie iniziata circa dieci anni fa.

La tecnologia oggi è in rapida evoluzione, dalla glicemia capillare ai microinfusori, ai sistemi di monitoraggio continuo (CGM) fino ai sistemi di erogazione automatica dell'insulina (AID), in cui un algoritmo usa i dati del CGM per modificare la somministrazione. Il documento di consenso sintetizza le evidenze disponibili e le traduce in indicazioni sul modo di scegliere e implementare i dispositivi, prendendo in considerazione età, tipo di diabete, terapia insulinica, stile di vita, capacità cognitive e manuali, alfabetizzazione sanitaria e digitale, condizioni socio-economiche, preferenze, distress e burnout, accesso alle cure e competenze del caregiver.

Nel diabete di tipo 1 la posizione è netta: gli autori ritengono che l'AID debba essere considerato lo standard di riferimento, perché migliora tutte le metriche senza aumentare l'ipoglicemia e può ridurre il carico psicologico. Nel tipo 2 cresce l'evidenza dell'utilità del CGM, in alcuni contesti, anche in chi non usa insulina, risultati simili sono descritti, in modo iniziale, con l'AID, che però non va esteso automaticamente a tutti ma valutato rispetto a costi, carico tecnologico e obiettivi.

Sul piano economico gli autori ricordano che il costo della tecnologia comprende dispositivo, materiale di consumo, formazione e tempo del personale, ma va confrontato con quello evitato di ipoglicemie, accessi in pronto soccorso, ricoveri e complicanze. Il dato più citato è australiano: la copertura pubblica del CGM nei giovani con diabete di tipo 1 ha portato l'utilizzo dal 5% al 79% in due anni. Resta il rischio di aggravare le disuguaglianze, perché chi ha più istruzione, risorse e competenze digitali ottiene più facilmente il dispositivo migliore, e i bias impliciti dei professionisti possono far proporre meno la tecnologia a persone ritenute “meno capaci”: per questo i criteri tradizionali del buon candidato, come l'aderenza e la capacità d'uso, non devono diventare barriere arbitrarie, e si propone una lista di tecnologie essenziali per i contesti con poche risorse.

Due aspetti sottovalutati completano il quadro. Le reazioni cutanee, come dermatiti e allergie ai cerotti, possono far fallire un dispositivo eccellente dal punto di vista metabolico, e il carico psicologico non sempre diminuisce, perché allarmi, notifiche e attenzione quotidiana restano anche con l'AID e il diabete non scompare. Più automazione non significa meno educazione: un guasto dell'infusione nel tipo 1 può portare alla chetoacidosi e il paziente deve saper reagire. Il documento riconosce infine il contributo dei sistemi DIY AID nati dalle comunità dei pazienti.

La rilevanza è soprattutto organizzativa: comprare dispositivi senza avere professionisti capaci di usarli e interpretarli significa dare accesso alla tecnologia, ma a non buona assistenza. Servono formazione, personale, tempo, follow-up ed infrastrutture adeguate. Il futuro, concludono gli autori, non sarà semplicemente più tecnologia, ma tecnologia più personalizzata, più interoperabile, più semplice da usare e, soprattutto, accessibile a tutti.


Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui
nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra Newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
In Italia meno di un paziente su cento viene riconosciuto. Le linee guida ACC/AHA 2026 sulle dislipidemie richiamano screening lipidico universale precoce, dosaggio una tantum della Lp(a) e test genetici
Su 849 medici intervistati, l'84% indica la levotiroxina come prima scelta. Gli endocrinologi richiamano le linee guida e chiedono più formazione condivisa

Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

I più letti della settimana
ANNUNCI
Altro | Piemonte
SMOI, struttura professionale situata a Torino, zona Barriera di Milano, mette a disposizione studi medici attrezzati e studi dentistici per...

EVENTI
Al via la 2° edizione Milan Longevity Summit, un laboratorio urbano per una vita più lunga e in salute
Edra S.p.A sarà media partner della seconda edizione del Milan Longevity Summit che si svolgerà a Milano dal 21 al...

AZIENDE
Eurosets presenta Landing Advance
Immagine in evidenza Eurosets presenta Landing Advance, un sistema completo e intuitivo che apre nuove frontiere nel campo del monitoraggio multiparametrico in cardiochirurgia...

Libreria
Il manuale è stato scritto per colmare una...
La radiologia senologica incarna un ramo dell'imaging di...
Negli ultimi anni, i progressi scientifici e clinici...
Questo manuale offre una panoramica aggiornata sul ruolo...
Questo testo vuole aiutare a comprendere la legge...
Corsi
Algoritmi di medicina di emergenza per le professioni sanitarie

Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...


L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...


Social media in medicina. Al via nuovo corso di formazione Fad

Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...


Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano

Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...