In questo numero, il Working Group di Traumatologia dello Sport Pediatrica della SIAGASCOT vi presenta una serie di articoli che approfondiscono e offrono una panoramica completa su alcune patologie ortopediche pediatriche di sempre più interesse in cui il denominatore comune è l’obesità
L’obesità infantile e adolescenziale rappresenta una delle sfide emergenti più rilevanti per la medicina contemporanea, non soltanto per le ben note implicazioni metaboliche e cardiovascolari, ma anche per le importanti ripercussioni sullo sviluppo e sulla funzionalità dell’apparato muscoloscheletrico. In un organismo in continua crescita, l’eccesso ponderale può interferire con i delicati meccanismi che regolano la maturazione scheletrica, modificare la distribuzione dei carichi articolari e contribuire all’insorgenza o all’evoluzione di numerose patologie ortopediche.
Negli ultimi anni, la crescente attenzione della letteratura scientifica verso questo argomento ha permesso di comprendere come il rapporto tra obesità e patologie muscoloscheletriche pediatriche sia assai più complesso di una semplice conseguenza del sovraccarico meccanico. Accanto alle alterazioni biomeccaniche, infatti, assumono un ruolo significativo fattori endocrini, metabolici e infiammatori, capaci di influenzare la fisiologia della cartilagine di accrescimento, il metabolismo osseo e la salute articolare.
L’ortopedico pediatrico si trova quindi sempre più frequentemente a confrontarsi con pazienti nei quali l’eccesso ponderale rappresenta non soltanto una condizione associata, ma un elemento che può influenzare la presentazione clinica, il percorso diagnostico, le indicazioni terapeutiche e la prognosi. Comprendere queste interazioni diventa fondamentale per impostare strategie di prevenzione e trattamento appropriate, evitando sia di sottovalutare il ruolo dell’obesità sia di attribuire indiscriminatamente al peso corporeo ogni manifestazione patologica.
Il percorso di approfondimento prende avvio dell’analisi del rachide in età di accrescimento dedicato alla scoliosi e alle patologie vertebrali peso-correlate, con particolare attenzione al bambino e all’adolescente che pratica attività sportiva. Il rapporto tra peso corporeo, postura, sviluppo vertebrale e attività fisica costituisce infatti un ambito di grande interesse clinico, nel quale è essenziale distinguere le alterazioni posturali dalle deformità strutturate e valutare correttamente il ruolo dello sport.
Si passa poi ad affrontare una delle patologie più emblematiche dell’associazione tra obesità e ortopedia pediatrica: l’epifisiolisi della testa femorale. Le più recenti evidenze scientifiche suggeriscono come la sua fisiopatologia non possa essere ricondotta esclusivamente all’aumento delle sollecitazioni meccaniche sulla fisi di accrescimento, ma debba essere interpretata alla luce di una complessa interazione tra fattori biomeccanici, endocrini e metabolici.
L’attenzione si sposta quindi sul piede piatto nel bambino sovrappeso. Si tratta di una condizione estremamente frequente nella pratica clinica, per la quale è importante comprendere quanto l’eccesso ponderale possa influenzare la morfologia del piede, la sua funzionalità e l’eventuale comparsa di sintomatologia, distinguendo le varianti fisiologiche dello sviluppo dalle situazioni che richiedono un intervento terapeutico.
Un ulteriore ambito di approfondimento riguarda il ginocchio, articolazione particolarmente esposta alle conseguenze dell’aumento dei carichi e delle alterazioni biomeccaniche; analizzando il rapporto tra obesità, patologie da sovraccarico e lesioni traumatiche in età pediatrica.
Sempre nell’ambito delle alterazioni a carico degli arti inferiori, si parla di ginocchio valgo ed obesità, una relazione di particolare interesse per le possibili interferenze dell’eccesso ponderale sui processi di crescita e sull’allineamento degli arti inferiori. La corretta valutazione clinica e radiografica, insieme alla distinzione tra valgismo fisiologico e patologico, rappresenta un passaggio fondamentale per definire il percorso terapeutico più appropriato.
Infine abbiamo un approfondimento sul rapporto tra obesità, caratteristiche delle fratture e guarigione ossea in età pediatrica. L’eccesso ponderale può infatti influenzare la dinamica dei traumi, la distribuzione delle lesioni e la gestione delle fratture, ponendo specifiche problematiche sia nel trattamento conservativo sia in quello chirurgico. Anche i possibili effetti dell’obesità sui processi di consolidazione ossea costituiscono un ambito di crescente interesse scientifico.
Ne deriva la necessità di un approccio clinico multidisciplinare, che coinvolga ortopedici pediatrici, pediatri, endocrinologi, nutrizionisti, fisiatri e professionisti dell’attività motoria, con l’obiettivo comune di preservare la salute muscoloscheletrica e favorire uno sviluppo armonico del bambino e dell’adolescente obeso.
L’auspicio è che questo numero monografico possa offrire ai lettori non soltanto un aggiornamento sulle più recenti conoscenze scientifiche, ma anche spunti concreti per la pratica clinica quotidiana, contribuendo a promuovere una maggiore attenzione alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla personalizzazione dei trattamenti.
Dott. Paolo Capitani
SIAGASCOT presidente Working Group di Traumatologia dello Sport Pediatrica.
S.C. Ortopedia e Traumatologia ASST GOM Niguarda Milano - Responsabile SS Ortotraumatologia dello Sport