Clinica
Obesità
28/10/2026

L’epifisiolisi della testa femorale nel paziente obeso non è solo una questione di carico: recenti evidenze scientifiche

L’obesità rimane uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di SCFE, ma la relazione tra le due condizioni appare più complessa del semplice aumento del carico meccanico

bilancia peso obesità

L’epifisiolisi della testa femorale (slipped capital femoral epiphysis, SCFE) rappresenta una delle più importanti patologie dell’anca nell’adolescente. Sebbene la sua eziopatogenesi sia multifattoriale e non ancora completamente definita, l’obesità costituisce uno dei principali fattori di rischio modificabili. L’incremento della prevalenza dell’obesità in età pediatrica ha pertanto rinnovato l’interesse verso i meccanismi attraverso cui l’eccesso ponderale possa favorire l’instabilità della fisi prossimale del femore.

L’associazione epidemiologica tra indice di massa corporea (BMI) e SCFE è ormai consolidata. In un ampio studio di coorte, Perry et al. hanno dimostrato una chiara correlazione tra BMI e rischio di sviluppare SCFE. All’età di 5-6 anni, rispetto ai soggetti normopeso, i bambini con obesità severa presentavano un rischio circa sei volte superiore di sviluppare SCFE, che raggiungeva un incremento di circa 17 volte nei soggetti con obesità severa a 11–12 anni [1]. Una recente revisione sistematica del 2025 ha ulteriormente confermato che l’obesità rappresenta uno dei più importanti fattori associati alla SCFE nelle differenti popolazioni analizzate [2].

Tradizionalmente, l’aumentata incidenza di SCFE nei pazienti obesi è stata interpretata prevalentemente sulla base di un modello biomeccanico. In sostanza, l’incremento del peso corporeo determina maggiori forze di taglio a livello della fisi prossimale del femore, particolarmente vulnerabile durante il periodo di crescita adolescenziale.

Tuttavia, questa interpretazione appare oggi probabilmente incompleta. L’obesità pediatrica si associa infatti a modificazioni endocrine, metaboliche e della maturazione scheletrica che potrebbero contribuire alla vulnerabilità della fisi di accrescimento. Tra i possibili mediatori è stato proposto anche un ruolo della leptina, i cui livelli sono generalmente aumentati nei soggetti obesi e che potrebbe esercitare effetti diretti sul metabolismo della cartilagine di accrescimento. Le evidenze disponibili rimangono tuttavia insufficienti per attribuire a tali meccanismi un ruolo causale indipendente [2].

Negli ultimi anni è inoltre emersa l’ipotesi che l’obesità possa modificare direttamente la morfologia dell’epifisi femorale durante la crescita. Nel 2025, Novais et al. hanno analizzato mediante ricostruzione TC 3D 4.888 soggetti di età compresa tra 7 e 19 anni, senza patologie note dell’anca [3]. Rispetto ai soggetti normopeso, quelli con obesità presentavano un diametro maggiore della testa femorale, una minore altezza del tubercolo epifisario, una maggiore inclinazione posteriore dell’epifisi e variazioni età-dipendenti del superior epiphyseal cupping. Poiché il tubercolo epifisario e il cupping contribuiscono alla stabilità meccanica dell’epifisi, gli autori hanno ipotizzato che tali caratteristiche anatomiche possano concorrere all’aumentato rischio di SCFE nei pazienti obesi.

Questa interpretazione è stata recentemente messa in discussione da nuovi dati. Nell’agosto 2026, Wu et al. hanno studiato la morfologia del femore prossimale confrontando bambini obesi e normopeso non soltanto in funzione dell’età cronologica, ma anche della maturità scheletrica [4]. Nei soggetti appaiati per età, l’obesità risultava effettivamente associata a differenze di alcuni parametri anatomici, tra cui il diametro della testa femorale, l’epiphyseal cupping ratio, l’angolo di Alsberg ed il posterior sloping angle. Tuttavia, tali differenze scomparivano quando i gruppi venivano stratificati in base alla maturità scheletrica.

Un dato particolarmente interessante è che i bambini obesi mostravano una maturazione scheletrica anticipata di circa un anno. Analogamente, tra i pazienti affetti da SCFE, i soggetti obesi sviluppavano la patologia circa un anno prima rispetto ai normopeso, pur presentando una maturità scheletrica comparabile al momento della diagnosi [4].

Questi risultati introducono dunque una prospettiva differente rispetto allo studio del gruppo di Novais. Le caratteristiche morfologiche attribuite all’obesità potrebbero, almeno in parte, rappresentare l’espressione di una maturazione scheletrica più precoce piuttosto che un vero fenotipo anatomico indipendente predisponente alla SCFE. Le due interpretazioni non devono tuttavia essere considerate necessariamente incompatibili. I differenti disegni degli studi e le differenti metodiche di imaging rendono prematuro stabilire quale meccanismo sia predominante. È verosimile che la SCFE derivi dall’interazione tra carico meccanico, maturazione scheletrica, caratteristiche anatomiche individuali e fattori metabolico-endocrini.

Questa interpretazione multifattoriale trova ulteriore supporto nei dati clinici più recenti. In una casistica svizzera pubblicata nel 2026 comprendente 130 pazienti con SCFE, Meier et al. hanno osservato che il 62,3% dei soggetti con dati antropometrici disponibili era sovrappeso o obeso [5]. Un BMI più elevato era significativamente associato a una minore età al momento dell’intervento, mentre non emergeva una chiara relazione con la gravità dello scivolamento. L’eccesso ponderale sembrerebbe quindi influenzare maggiormente la suscettibilità alla patologia e l’anticipazione della sua comparsa piuttosto che l’entità dello scivolamento una volta avvenuto.

L’obesità potrebbe avere rilevanza anche dopo il trattamento della SCFE. Archer et al., in uno studio del 2026 basato su un ampio database nazionale, hanno confrontato 1.175 pazienti obesi con altrettanti pazienti non obesi mediante il propensity score matching [6]. I soggetti obesi mostravano un rischio statisticamente maggiore di leg lenght discrepancy e di complicanze correlate ai mezzi di sintesi. Al contrario, l’incidenza di necrosi avascolare non risultava significativamente differente tra i due gruppi.

Da un punto di vista pratico, questi dati rafforzano l’importanza di mantenere un elevato livello di sospetto diagnostico nei bambini ed adolescenti con obesità che presentino dolore all’anca, alla coscia o, non raramente, al ginocchio. La possibile anticipazione dell’età di insorgenza suggerisce inoltre che la SCFE non debba essere considerata esclusivamente una patologia dell’adolescente prossimo alla maturità scheletrica.

Conclusioni

L’obesità rimane uno dei più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di SCFE, ma la relazione tra le due condizioni appare più complessa del semplice aumento del carico meccanico sulla fisi prossimale del femore. Le evidenze più recenti suggeriscono un’interazione tra peso corporeo, maturazione scheletrica, morfologia del femore prossimale e possibili fattori metabolici.

In particolare, il dato emergente di una maturazione scheletrica anticipata nei bambini obesi potrebbe contribuire a spiegare sia alcune differenze morfologiche precedentemente osservate sia la più precoce comparsa della SCFE in questa popolazione. Nuovi studi che integrino parametri antropometrici, maturità scheletrica, imaging tridimensionale e biomarcatori metabolici saranno necessari per definire il peso relativo di ciascun fattore e identificare in futuro i soggetti a più elevato rischio.

Bibliografia

1. Perry DC, Metcalfe D, Lane S, Turner S. Childhood obesity and slipped capital femoral epiphysis. Pediatrics. 2018;142(5). doi:10.1542/peds.2018-1067.

2. Bouchard MD, Vescio BG, Munir M, et al. The epidemiology of slipped capital femoral epiphysis in children and adolescents: a systematic review of risk factors and incidence across populations. JBJS Rev. 2025;13(5). doi:10.2106/JBJS.RVW.25.00052.

3. Novais EN, Movahhedi M, Pradhan P, et al. Impact of childhood obesity on capital femoral epiphysis morphology: a large-scale, automated 3D-CT study and potential implications for SCFE pathogenesis. J Bone Joint Surg Am. 2025;107(18):2102-2109. doi:10.2106/JBJS.24.01472.

4. Wu J, Zhang D, Canavese F, Li M, Li L. Is susceptibility to slipped capital femoral epiphysis linked to obesity-associated proximal femoral morphology? J Pediatr Orthop. Published online August 27, 2026. doi:10.1097/BPO.0000000000003453.

5. Meier A, Krause T, Starvaggi CA, Milosevic M, Ziebarth K. Association between body weight and clinical characteristics of slipped capital femoral epiphysis in Switzerland: a 21-year single-centre retrospective analysis (2005–2025). J Clin Med. 2026;15(16):6138. doi:10.3390/jcm15166138.

6. Archer H, Rosenfeld SB, Castañeda P, McGraw-Heinrich JA, Kelley SP. Impact of obesity on complication rates after treatment of slipped capital femoral epiphysis: a retrospective cohort database study. J Pediatr Soc North Am. 2026;15:100370. doi:10.1016/j.jposna.2026.100370.

Dott. Matteo Messori

S.C. Ortopedia e traumatologia, ASST GOM Niguarda, Milano

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui
nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra Newsletter!

Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

I più letti della settimana
ANNUNCI
Altro | Piemonte
SMOI, struttura professionale situata a Torino, zona Barriera di Milano, mette a disposizione studi medici attrezzati e studi dentistici per...

EVENTI
Al via la 2° edizione Milan Longevity Summit, un laboratorio urbano per una vita più lunga e in salute
Edra S.p.A sarà media partner della seconda edizione del Milan Longevity Summit che si svolgerà a Milano dal 21 al...

AZIENDE
Eurosets presenta Landing Advance
Immagine in evidenza Eurosets presenta Landing Advance, un sistema completo e intuitivo che apre nuove frontiere nel campo del monitoraggio multiparametrico in cardiochirurgia...

Libreria
Il manuale è stato scritto per colmare una...
La radiologia senologica incarna un ramo dell'imaging di...
Negli ultimi anni, i progressi scientifici e clinici...
Questo manuale offre una panoramica aggiornata sul ruolo...
Questo testo vuole aiutare a comprendere la legge...
Corsi
Algoritmi di medicina di emergenza per le professioni sanitarie

Gli algoritmi relativi alla medicina di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per i professionisti sanitari che, ciascuno nel proprio ambito...


L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale (AI) e dei Big Data nel settore sanitario è innegabile. L’AI sta rivoluzionando la scoperta di farmaci, la...


Social media in medicina. Al via nuovo corso di formazione Fad

Edra, sempre attenta a garantire una formazione completa e adeguata alle esigenze del sistema salute, ha progettato il nuovo corso...


Progettare la cura con la medicina narrativa. Strumenti per un uso quotidiano

Introdurre la Medicina Narrativa nella progettazione dei percorsi di cura. Integrare la narrazione nel sistema cura e nel sistema persona...