Una riduzione del 41,8% del punteggio medio di burnout, un calo del 23,7% dello stress traumatico secondario e un aumento del 51,9% della soddisfazione legata all'attività di cura. Sono i principali risultati di uno studio pilota sulla Scuola di Medical Humanities del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (CIPOMO), pubblicato sul Journal of Cancer Education. I dati saranno presentati il 10 ottobre a Piacenza, in occasione della conclusione del corso 2026.
La ricerca ha coinvolto 40 oncologi italiani, dei quali 39 hanno completato l'intero percorso formativo, con un tasso di adesione del 97,5%. L'obiettivo era valutare gli effetti di un programma strutturato dedicato alle competenze relazionali e alla gestione emotiva nella pratica oncologica.
Nel dettaglio, il punteggio medio di burnout è passato da 33,69 a 19,59, mentre quello dello stress traumatico secondario è diminuito da 30,15 a 23,00. La soddisfazione professionale legata alla relazione di cura, misurata attraverso l'indicatore compassion satisfaction, è aumentata da 24,38 a 37,03.
Si è inoltre ridotto del 28,5% il divario tra l'importanza attribuita alle competenze relazionali e la capacità percepita di applicarle nella pratica clinica, con un punteggio passato da 3,40 a 2,43. Secondo quanto riportato dal CIPOMO, tutti i principali risultati hanno raggiunto la significatività statistica.
Anche la valutazione dei partecipanti è risultata favorevole: l'87,2% ha espresso un giudizio molto positivo sugli strumenti acquisiti per migliorare la comunicazione con pazienti e familiari, mentre l'84,6% ha valutato allo stesso modo quelli dedicati alla regolazione emotiva.
«Questo studio dimostra che l'umanizzazione non è un valore astratto né una qualità innata, ma una competenza professionale che può essere insegnata, appresa e valutata con metodo scientifico», afferma Paolo Tralongo, presidente CIPOMO, sottolineando il possibile ruolo di questo approccio nella formazione degli oncologi.
Il protocollo formativo integra due approcci. Le Medical Humanities utilizzano strumenti narrativi e riflessivi per approfondire la relazione di cura, mentre la Compassion Focused Therapy è finalizzata a sviluppare capacità di autoregolazione emotiva e resilienza.
«Il protocollo sviluppato dal CIPOMO integra due approcci complementari», spiega Luisa Fioretto, direttore didattico della Scuola, richiamando l'importanza di affrontare anche il peso emotivo dell'assistenza oncologica.
Simone Cheli, autore dello studio e professore di psicologia della salute presso il campus romano della St. John's University di New York, sottolinea il carattere preliminare dei risultati.
«Naturalmente si tratta di uno studio pilota e saranno necessari studi multicentrici e randomizzati per confermarne i risultati», precisa Cheli. I dati osservati, aggiunge, indicano una prospettiva promettente per rendere più sostenibile la relazione di cura.
La Scuola di Medical Humanities del CIPOMO, fondata da Alberto Scanni, Luisa Fioretto e Luigi Cavanna, è giunta al terzo anno di corsi residenziali. I risultati saranno presentati presso la Fondazione CR Piacenza e Vigevano, che sostiene l'iniziativa.
CIPOMO intende proseguire la ricerca con studi multicentrici e campioni più ampi, per verificare se il modello formativo possa essere integrato stabilmente nella preparazione degli oncologi.