Le malattie del sistema circolatorio hanno causato 1,6 milioni di decessi nell’Unione europea nel 2023, pari al 32,5% del totale. In Italia i morti sono stati oltre 206.000 e i dati territoriali mostrano una differenza tra Nord e Sud, con percentuali più elevate nelle regioni meridionali. È quanto emerge dai dati pubblicati il 29 settembre da Eurostat, in occasione della Giornata mondiale del cuore.
Le patologie considerate comprendono cardiopatia ischemica, malattie ipertensive e patologie cerebrovascolari. Nel complesso, le malattie circolatorie rappresentano quasi un decesso su tre nell’Unione europea e costituiscono la principale causa di morte in gran parte del territorio europeo.
Il quadro presenta tuttavia forti differenze geografiche. Delle 244 regioni europee classificate al livello NUTS 2, 108 hanno registrato un tasso standardizzato di mortalità pari o superiore alla media europea di 313 decessi ogni 100.000 abitanti, mentre 136 si sono collocate al di sotto di questo valore.
Le differenze emergono anche all’interno dell’Italia. Secondo l’elaborazione dei dati Eurostat, nelle regioni settentrionali le malattie circolatorie rappresentano tra il 27% e il 29% dei decessi, mentre nel Mezzogiorno la quota supera il 30%. Il valore più elevato indicato è quello della Calabria, con il 34,8%.
Il divario è ancora più ampio considerando l’intera Unione. In 25 regioni le malattie del sistema circolatorio hanno rappresentato almeno la metà di tutti i decessi nel 2023. I valori più elevati sono stati registrati soprattutto nell’Europa orientale. In Bulgaria, Yuzhen tsentralen ha raggiunto il 67,3% e Yugoiztochen il 66,4%. Tutte le otto regioni della Romania considerate da Eurostat hanno registrato valori pari almeno al 53%, con Sud-Vest Oltenia al 63,8%.
All’estremo opposto, cinque regioni hanno registrato percentuali inferiori al 20% e sono tutte francesi. Il valore più basso è quello della Martinica, con il 18,2%, seguita da Provenza-Alpi-Costa Azzurra con il 19%, Guadalupa con il 19,1%, Île-de-France con il 19,4% e Franca Contea con il 19,9%. Quote non superiori al 22,4% sono state rilevate anche nelle cinque regioni danesi e in alcune aree dei Paesi Bassi.
I nuovi dati arrivano mentre l’Unione europea rafforza l’attenzione sulla prevenzione cardiovascolare. Il peso delle malattie circolatorie e le differenze territoriali costituiscono il quadro epidemiologico nel quale si inseriscono le nuove iniziative europee dedicate all’identificazione precoce dei principali fattori di rischio cardiovascolare.