La Commissione europea punta a rafforzare l’identificazione precoce del rischio cardiovascolare attraverso controlli più strutturati nei Paesi dell’Unione. Il 28 settembre, in occasione dell’avvio della prima Settimana europea dello screening, l’esecutivo Ue ha adottato una proposta di raccomandazione del Consiglio sui controlli della salute cardiovascolare, nell’ambito del piano europeo Safe Hearts.
L’obiettivo è sostenere gli Stati membri nella definizione e nell’attuazione di programmi nazionali e locali capaci di individuare precocemente i principali fattori di rischio e le malattie cardiovascolari. Secondo i dati riportati dalla Commissione, queste patologie provocano ogni anno 1,7 milioni di decessi nell’Unione europea e determinano un costo economico superiore a 282 miliardi di euro. Il Safe Hearts Plan, presentato nel dicembre 2025, punta a ridurre del 25% entro il 2035 la mortalità prematura per malattie cardiovascolari.
Al centro della strategia c’è l’identificazione dei fattori di rischio modificabili. La Commissione richiama in particolare ipertensione, livelli elevati di colesterolo e glicemia e obesità e indica che fino all’80% delle malattie cardiovascolari può essere prevenuto intervenendo sui principali fattori di rischio. La campagna europea “Know Your Numbers” punta proprio ad aumentare la conoscenza dei valori di pressione arteriosa, colesterolo e glicemia.
La prima Settimana europea dello screening, in programma dal 28 settembre al 4 ottobre, traduce queste indicazioni anche in iniziative sul territorio. Secondo quanto riportato da Eunews, sono stati previsti oltre 800 punti di controllo cardiovascolare nell’Unione. A Bruxelles, nella postazione cardiometabolica allestita davanti alla sede della Commissione europea, i controlli comprendono pressione arteriosa, profilo lipidico, emoglobina glicata, indice di massa corporea e circonferenza vita.
La proposta invita gli Stati membri a individuare le modalità più appropriate per raggiungere le persone maggiormente esposte al rischio cardiovascolare. Tra gli strumenti indicati figurano approcci personalizzati alla prevenzione e indicazioni adeguate anche in materia di vaccinazione. Un ulteriore capitolo riguarda le tecnologie digitali: secondo la Commissione, strumenti basati sui dati e sull’intelligenza artificiale possono contribuire alla valutazione del rischio e ai controlli cardiovascolari.
Attenzione anche all’accessibilità. Gli Stati membri sono incoraggiati a raggiungere le popolazioni meno servite attraverso campagne mirate, programmi realizzati in contesti comunitari e unità mobili, oltre a rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria e la consapevolezza sull’importanza dei controlli periodici.
Sulla proposta è intervenuta anche la European Public Health Alliance (EPHA), che valuta positivamente la definizione di un approccio europeo comune, ma sottolinea la necessità di collegare i controlli alla prevenzione primaria, alla presa in carico e al successivo percorso assistenziale. Secondo EPHA, l’efficacia dell’iniziativa dipenderà anche dalla capacità dei sistemi sanitari di assicurare un seguito alle persone nelle quali vengono identificati fattori di rischio o condizioni cardiovascolari.