Cinque anni di remissione completa senza alcun trattamento per il mieloma, almeno quattro test negativi per la malattia residua misurabile (MRD) e imaging senza evidenza di malattia. Sono i criteri della nuova definizione internazionale di guarigione dal mieloma multiplo, presentata a Glasgow durante il 23° Annual Meeting dell'International Myeloma Society (IMS), in programma fino al 26 settembre. La definizione di consenso è stata elaborata dall'IMS e dall'International Myeloma Working Group (IMWG) e presentata da Nikhil C. Munshi, professore di Medicina alla Harvard Medical School e direttore della ricerca di base e traslazionale del Jerome Lipper Multiple Myeloma Center del Dana-Farber Cancer Institute.
Secondo la nuova definizione, un paziente con mieloma multiplo di nuova diagnosi o recidivato può essere considerato guarito dopo cinque anni di remissione completa senza alcuna terapia per il mieloma. Il periodo viene calcolato dal momento in cui termina il trattamento, indipendentemente dal tempo durante il quale il paziente era già libero da malattia mentre continuava a ricevere la terapia.
A questo criterio devono aggiungersi almeno quattro test MRD negativi, compreso uno effettuato al quinto anno, senza risultati positivi nel periodo intermedio. I test devono utilizzare il sequenziamento di nuova generazione o la citometria a flusso di nuova generazione con una sensibilità sufficiente a individuare una cellula di mieloma su un milione. Anche l'imaging deve confermare l'assenza di malattia all'inizio e alla fine dei cinque anni, mediante PET/CT o risonanza magnetica total body pesata in diffusione.
«Per molti anni il mieloma multiplo è stato descritto come trattabile ma non guaribile. Oggi i progressi scientifici ci hanno portato più vicini a definire che cosa significhi guarigione», ha dichiarato Munshi. La possibilità di introdurre una definizione condivisa è legata, secondo l'esperto, alla profondità e alla durata delle risposte osservate, insieme ai progressi nella valutazione della MRD e nelle terapie.
Il requisito dell'assenza di trattamento serve a distinguere una risposta duratura dalla malattia mantenuta sotto controllo dalla terapia. La soglia dei cinque anni deriva dai dati che indicano una riduzione sostanziale della probabilità di recidiva dopo un periodo così prolungato senza trattamento. Gli esperti precisano tuttavia che una recidiva tardiva resta possibile.
Gli studi a lungo termine discussi da Munshi stimano tra il 5% e il 30% la quota di pazienti che potrebbe essere stata guarita nelle diverse popolazioni trattate con terapie precedenti, con variazioni legate al trattamento, all'età e al rischio della malattia. Le terapie attuali potrebbero migliorare questi risultati, ma sono necessari periodi di osservazione più lunghi per stabilirne l'entità. In uno studio citato, 32 dei 97 pazienti con mieloma fortemente pretrattato erano vivi e liberi da progressione almeno cinque anni dopo una singola infusione di terapia CAR-T, senza trattamento di mantenimento.
La nuova definizione nasce dal lavoro di ricercatori, clinici e rappresentanti dei pazienti riuniti nell'IMS Myeloma Cure Summit e punta a fornire un criterio comune per valutare quali risposte a lungo termine possano essere considerate una guarigione.