Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell'EMA ha espresso parere favorevole raccomandando l'approvazione nell'Unione Europea di linerixibat per il trattamento del prurito colestatico negli adulti affetti da colangite biliare primitiva (CBP).
La colangite biliare primitiva (CBP) è una malattia epatica autoimmune rara caratterizzata dall'infiammazione e dalla distruzione progressiva dei dotti biliari intraepatici, con conseguente colestasi. L'accumulo di acidi biliari nel sangue determina il prurito colestatico. Il prurito può manifestarsi in qualsiasi stadio della malattia e indipendentemente dal controllo biochimico e colpisce fino all'89% dei pazienti con CBP e rappresenta uno dei sintomi più debilitanti e impattanti sulla qualità della vita, configurandosi come sintomo autonomo che richiede gestione specifica. I dati provenienti indicano che fino a un terzo dei pazienti con prurito clinicamente significativo non riceve alcun trattamento, determinando un burden evitabile di sofferenza.
«Il prurito colestatico è un sintomo profondamente invalidante nella colangite biliare primitiva. I pazienti riferiscono disturbi del sonno significativi, affaticamento cronico e una riduzione marcata della qualità della vita, con conseguenti impatti sulla capacità lavorativa e sulla partecipazione sociale. In alcuni casi, il peso del prurito è sufficientemente severo da motivare richieste di trapianto epatico anche in assenza di insufficienza epatica conclamata; un dato che sottolinea l'urgenza di sviluppare opzioni terapeutiche specifiche e efficaci» spiega Gideon Hirschfield, Professore di Epatologia presso l’Università di Birmingham.
Linerixibat è un inibitore selettivo di IBAT, il trasportatore sodio-dipendente degli acidi biliari ileo. Agisce bloccando il riassorbimento intestinale degli acidi biliari, determinando un aumento della loro escrezione fecale e una riduzione della circolazione enteroepatica. Questo si traduce in una riduzione dei livelli circolanti di acidi biliari e di molteplici mediatori del prurito associati alla colestasi — inclusi acidi biliari stessi, lisofosfatidici, sfingosina-1-fosfato e altri mediatori endogeni. Il meccanismo è distinto da quello degli inibitori della ricaptazione della serotonina e dei corticosteroidi sistemici, offrendo un approccio mirato e potenzialmente meglio tollerato per il controllo del prurito colestatico.
La raccomandazione del CHMP si basa sui risultati dello studio di fase 3 GLISTEN, che ha dimostrato un miglioramento significativo del prurito colestatico, tra cui miglioramenti significativi dell'interferenza del prurito sul sonno, della qualità della vita correlata alla salute e di altri sintomi associati alla colestasi. Il dato clinicamente rilevante è l'inizio rapido dell'azione terapeutica, con miglioramenti del prurito osservabili
L'approvazione di linerixibat introdurrebbe nell'Unione Europea la prima opzione terapeutica mirata e selettiva per il prurito colestatico nella CBP, rispondendo a un bisogno clinico enorme e largamente insoddisfatto. La decisione finale della Commissione europea è attesa nei prossimi mesi. Se approvato, linerixibat sarà il primo e unico inibitore selettivo del trasportatore IBAT (sodium-dependent ileal bile acid transporter) autorizzato nell'UE per questa indicazione, rappresentando un'opzione terapeutica innovativa per una popolazione con bisogni clinici insoddisfatti.
Francesco Balestrieri, CEO di Alfasigma, ha commentato: «Il parere favorevole del CHMP rappresenta un traguardo fondamentale per le persone affette da colangite biliare primitiva che soffrono di prurito colestatico, un sintomo profondamente debilitante. Questa raccomandazione ci avvicina all'obiettivo di rendere disponibile una nuova opzione terapeutica per i pazienti idonei, supportando le cure specialistiche nelle malattie rare».