Di Alessandro Padovani
Negli ultimi anni il concetto di Brain Health è progressivamente passato da tema prevalentemente legato alla prevenzione delle malattie neurologiche a paradigma più ampio, capace di integrare neuroscienze, neurologia, psichiatria, sanità pubblica e scienze sociali. Tre recenti contributi internazionali aiutano a comprendere questa evoluzione: la dichiarazione scientifica dell'American Heart Association sulla salute del cervello lungo l'intero arco della vita (Marsh et al., 2026), la prospettiva pubblicata su Nature Reviews Neuroscience sul ruolo dell'esposoma nel determinare il fenotipo cervello-comportamento (Genon et al., 2026) e il commento di Nature Medicine dedicato alla relazione tra salute cerebrale e resilienza economica (Eyre et al., 2026).
Un elemento comune a questi lavori è il superamento di una visione della salute cerebrale limitata all'assenza di malattia. Marsh e collaboratori definiscono la Brain Health come il mantenimento di un funzionamento ottimale del cervello nei domini cognitivo, emotivo e comportamentale lungo tutto il corso della vita. In questa prospettiva la salute mentale non rappresenta un ambito separato, ma una componente essenziale della salute del cervello. Stress cronico, depressione, ansia, disturbi del sonno, isolamento sociale e svantaggio socioeconomico vengono riconosciuti come fattori capaci di influenzare direttamente i processi biologici che sostengono il funzionamento cerebrale e la resilienza cognitiva (Marsh et al., 2026).
Il lavoro di Genon e colleghi amplia ulteriormente questa visione introducendo il concetto di esposoma come insieme delle esposizioni ambientali, biologiche, sociali e comportamentali che accompagnano l'individuo dalla vita prenatale fino all'età avanzata. L'aspetto innovativo non consiste nell'identificazione di nuovi fattori di rischio, ma nel riconoscimento delle loro interazioni. Istruzione, reddito, qualità dell'ambiente di vita, alimentazione, attività fisica, sonno, infiammazione cronica e relazioni sociali non agiscono infatti in modo indipendente, ma costituiscono una rete complessa di influenze che contribuisce a modellare il cervello e il comportamento nel tempo (Genon et al., 2026).
In questo modello, le differenze osservate nello sviluppo cognitivo, nella vulnerabilità alle malattie neurologiche e nella capacità di recupero dopo un danno cerebrale riflettono l'effetto cumulativo di molteplici esposizioni. Particolarmente rilevante appare il ruolo dei determinanti sociali, che da semplici variabili di contesto diventano veri e propri determinanti biologici della salute cerebrale. Le disuguaglianze educative, economiche e ambientali finiscono così per tradursi in differenze misurabili nelle traiettorie di salute del cervello.
Questa lettura trova un'ulteriore evoluzione nel commento di Eyre e collaboratori, che introduce il concetto di Brain Capital. Gli autori propongono di considerare la salute cerebrale e le competenze cognitive, emotive e relazionali come una forma di capitale essenziale per le società contemporanee. In un'economia sempre più basata sulla conoscenza, sulla capacità di apprendere, innovare e adattarsi al cambiamento, il cervello diventa una risorsa strategica non soltanto per la salute individuale ma anche per la resilienza economica e sociale (Eyre et al., 2026).
Considerati nel loro insieme, questi contributi delineano una traiettoria concettuale coerente. La Brain Health emerge come risultato dell'interazione tra determinanti biologici, psicologici, ambientali e sociali; l'esposoma fornisce il quadro interpretativo per comprenderne la complessità; il Brain Capital ne evidenzia le implicazioni per lo sviluppo delle comunità e delle economie.
In questa prospettiva la neurologia è chiamata non solo a diagnosticare e trattare le malattie del sistema nervoso, ma anche a contribuire alla costruzione di strategie di prevenzione e promozione della salute cerebrale lungo tutto l'arco della vita.
Marsh EB, Lavretsky H, Kasparian NA, et al. Brain Health Across the Life Span: A Framework for Future Studies: A Scientific Statement From the American Heart Association. Stroke. 2026;57:e205-e218.
Genon S, Ibanez A, Tahmasian M, Eickhoff SB. Linking the exposome to the brain–behaviour phenotype. Nat Rev Neurosci. 2026;27:513-524.
Eyre HA, Ayadi R, Ibáñez A, Rizig M, Fischer-Baum S. Brain Health for Economic Resilience: a data-driven framework for the brain-positive economic transition. Nat Med. 2026. doi:10.1038/s41591-026-04444-0.