L’Ebola virus disease (EVD) è una patologia altamente letale, caratterizzata da un danno multiorgano esteso. Le sue conseguenze neurologiche nei sopravvissuti restano tuttavia poco definite, soprattutto perché la maggior parte delle epidemie si verifica in aree remote con risorse diagnostiche limitate. Il presente studio offre la più ampia e prolungata caratterizzazione neurologica mai condotta su sopravvissuti all’EVD, con un follow up superiore a sette anni.
Lo studio, parte del programma Ebola Natural History Study (PREVAIL III; PIII), è stato realizzato in Liberia come coorte prospettica longitudinale, coinvolgendo adulti sopravvissuti all’Ebola e individui di controllo. Le valutazioni si sono svolte dal settembre 2015 al marzo 2023 presso il centro PREVAIL del John F. Kennedy Medical Center di Monrovia, con analisi dei dati effettuate tra aprile 2023 e settembre 2025. Neurologi formati hanno eseguito valutazioni cliniche semestrali, raccogliendo sistematicamente dati tramite questionari e schede standardizzate di esame neurologico.
Gli esiti principali includevano la prevalenza dei sintomi neurologici e i punteggi degli esami neurologici, confrontati con quelli dei controlli. Le differenze tra gruppi sono state analizzate mediante modelli lineari generalizzati a effetti misti, controllando per età e sesso. Per i punteggi neurologici, sviluppati appositamente per lo studio e basati sulla somma delle anomalie rilevate all’esame clinico, sono stati utilizzati modelli di Poisson con sovradispersione. Due punteggi distinti sono stati considerati: uno generale, relativo a tutte le anomalie neurologiche, e uno specifico per il sistema nervoso centrale.
L’analisi finale, dopo conferma sierologica, ha incluso 148 sopravvissuti con anticorpi anti Ebola (età media 34,8 anni; 50% donne) e 81 contatti sieronegativi (età media 35,8 anni; 51% donne). Durante la fase acuta dell’infezione, i sopravvissuti riportavano cefalea, alterazioni dello stato mentale e, più raramente, sintomi simil ictali o quadri di meningoencefalite. Nel lungo periodo, è emerso un ampio spettro di sequele neurologiche che coinvolgevano l’intero neuroasse: disfunzioni cognitive nel 56,1% dei sopravvissuti, cefalea persistente nel 66,2%, disturbi del sonno nel 27%, depressione nel 49,3%, disfunzione sessuale nel 32,4%, tremore nel 20,3%, affaticamento nel 51,1%, anomalie dei nervi cranici nel 40,5% e disturbi sensitivi nel 30,4%.
Nonostante la gravità iniziale, la maggior parte dei sopravvissuti mostrava un miglioramento progressivo nel corso dei sette anni di follow up. Alla visita finale erano ancora in studio 115 sopravvissuti (77,7%) e 61 contatti (75,3%). Alcuni sintomi persistevano tuttavia in modo significativo nei sopravvissuti rispetto ai controlli: deficit di memoria (57,4% contro 26,2%; P < 0,001), irritabilità (36,5% contro 14,8%; P = 0,006) e difficoltà di concentrazione (29,6% contro 9,8%; P = 0,002).
Nel complesso, i risultati indicano che l’infezione da virus Ebola è associata a un carico neurologico rilevante e duraturo, con implicazioni sanitarie e socioeconomiche significative. Sebbene molti disturbi tendano a migliorare nel tempo, una quota non trascurabile di sopravvissuti presenta sequele persistenti a lungo termine. Queste evidenze suggeriscono la necessità di un follow up neurologico dedicato nei sopravvissuti all’EVD, al fine di identificare precocemente i deficit residui e ottimizzare gli interventi di supporto.
JAMA Neurol. 2026 Jun 10:e262112. doi: 10.1001/jamaneurol.2026.2112.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42268636/